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Aida Yespica stuprata a 5 anni: confessione choc della showgirl venezuelana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:36
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Aida Yespica stuprata a 5 anni: confessione choc della showgirl venezuelana che parla anche del dramma della separazione dal figlio. 

Aida-Yespica addolorata 5 anni violentata

Ospite del salotto televisivo di Verissmo condotto da Silvia Toffanin, la showgirl Aida Yespica. La bella venezuelana qualche tempo fa durante una puntata di Mattino Cinque aveva confessato di essere stata vittima di violenza quando aveva solo cinque anni.

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Aida ha spiegato che quando era poco più che una bambina, uno amico di famiglia veniva spesso a fare visita e quando si trovava da solo con lei nella sua stanza ne approfittava per violentarla. La sudamericana spiega di non averne mai parlato con la famiglia per paura e vergogna e di aver tenuto quel segreto. Nel confidare quel terribile episodio del passato, Aida è scoppiata in lacrime in diretta, evidenziando come quel trauma causato dalla violenza non è mai stato superato del tutto.

L’intervista di Aida Yespica 

Aida Yespica ha parlato anche di un altro dramma che sta vivendo, quello della separazione dal figlio Aron: “Mio figlio Aron è il mio regalo più grande. Da due anni non sta con me perché, a causa delle incomprensioni con il padre che, grazie a Dio sono risolte, vive a Miami con il padre. Io, però, ogni mese e mezzo vado da lui e ci teniamo in contatto con la tecnologia. Lui ha vissuto con me per sette anni ed è davvero difficile averlo lontano”.

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La showgirl ha raccontato anche dei suoi esordi in televisione in Italia: “Sono arrivata in Italia a 17 anni perché sognavo di lavorare nel mondo dello spettacolo. Mio padre non voleva perché era preoccupato che mi accadesse qualcosa. Poi in Venezuela è arrivato un agente che mi ha chiesto se avevo voglia di lavorare in Italia e sono partita. All’inizio ero davvero spaventata”. La sua occasione arriva poi a Roma: “Ho lavorato qui per tre anni quando facevo il Bagaglino e sono stata accolta dal calore della gente che mi ha fatto sentire a casa”.