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Sant’Ambrogio, chi era: storia e opere del santo Patrono di Milano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:53
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Oggi a Milano si celebra il patrono del capoluogo lombardo Sant’Ambrogio: scopriamo chi era, qual è la sua storia e quali opere ha compiuto.

Quest’oggi a Milano e in tutta Italia si celebra Sant’Ambrogio, uno dei santi più importanti della chiesa cattolica, nonché patrono di Milano insieme a San Carlo Borromeo e San Galdino. Secondo le fonti storiche Aurelio Ambrogio è nato a Treviri, in Renania (Germania) tra il 339 ed il 340 (la data non è certa). La sua famiglia era già da qualche generazione convertita al cristianesimo ed il padre era un prefetto romano. In gioventù, dunque, viene istruito per intraprendere una carriera politica e continuare la tradizione di famiglia.

Così, dopo la morte prematura del padre, Ambrogio si trasferisce a Roma per studiare il Trivium ed il Quatrivium. Diventa avvocato del foro e con il passare del tempo il suo nome assume sempre più rilevanza. Dopo qualche anno di esercizio riceve l’incarico di governatore dell’Emilia e della Liguria. Anche in questo ruolo riesce ad eccellere ed ottenere un grande consenso popolare.

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Sant’Ambrogio: la nomina a Vescovo di Milano 

La fama di Aurelio Ambrogio si espande anche tra il popolo quando riesce a dirimere le controversie tra Ariani e Cattolici con grande diplomazia. Entrambe le fazioni erano così soddisfatte dal suo operato che cominciarono a chiederne la nomina a Vescovo di Milano. Era il 374 ed il posti di Vescovo era vacante, così il popolo cominciò a richiedere proprio lui per quell’incarico. Ambrogio, però, rifiutò l’incarico. Nonostante fosse cristiano, com’era usanza del tempo, non aveva ancora fatto il battesimo, né tantomeno studi di teologia. Insomma si sentiva impreparato. Per rifiutare l’incarico cerco di corrompere alcune persone con la tortura e mandando delle prostitute in casa loro, ma non funzionò. A quel punto cercò di scappare.

Quando venne ritrovato, i lombardi chiesero all’imperatore di ordinargli quel ruolo. Così, sebbene si sentisse umilmente non in grado, assunsi il ruolo. Come per tutto quanto fatto nella vita, anche quel compito venne svolto egregiamente. Alcune delle sue esegesi si ricordano ancora oggi e la Chiesa stessa lo ritiene uno dei dottori del periodo medievale, insieme a Sant’Agostino, San Girolamo e San Gregorio I.