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Aggredisce il padre con un martello: “L’ho fatto per mamma e lo rifarei”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:09
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Aggredisce il padre con un martelloUn ragazzo finito in prigione per aver quasi ucciso il padre con un martello, dichiara in un’intervista che lo ha fatto per salvare la madre e lo rifarebbe.

Era il 2015 quando l’allora 22enne Ben Wilson torna a casa e trova il padre in preda ad un attacco d’ira causato dall’alcol. L’uomo teneva in mano un coltello da cucina e minacciava la moglie di morte. Non era la prima volta che il ragazzo assisteva ad un atto di violenza del padre, poiché andava su tutte le furie ogni qualvolta si ubriacava. Solitamente Ben cercava semplicemente di separarli, ma in quel caso la rabbia gli ha offuscato la mente e dopo aver preso un martello ha colpito il padre per 8 volte.

Quella sera stessa il padre è stato portato in ospedale, dov’è rimasto in coma per un periodo a causa del trauma cerebrale causato dall’aggressione del figlio. Ben invece è stato arrestato e  successivamente condannato per tentato omicidio. I giudici, considerata la situazione e la fedina penale pulita del ragazzo, hanno optato per la pena minima: 6 anni. Scontati 4 anni di carcere, il ragazzo è uscito per buona condotta ed ora può finalmente andare avanti con la sua vita.

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Aggredisce il padre con un martello: “Mi sono sacrificato per salvare mamma”

Recentemente Ben ha rilasciato un’intervista al ‘Sunday Mirror‘ durante la quale ha raccontato cosa lo ha portato ad avere una simile reazione. In primo luogo gli viene chiesto se si è pentito di quello che ha fatto ed il ragazzo risponde: “Mi sono sacrificato per salvare mia mamma. Ho pensato che se dovevo passare il resto della mia vita in prigione per la mia famiglia, lo avrei fatto”. Questo non significa che quella decisione non lo abbia tormentato, ansi, il ragazzo è convinto che se il padre si è suicidato nel 2016 la colpa in parte sia sua.

Ciò nonostante non ha rimorsi, perché la situazione in cui si trovavano lui e sua madre era senza vie d’uscita: “Ero arrivato al punto da temere ogni notte pensano ‘Cosa farà la prossima volta?‘. Quando ti alzi la mattina il tuo primo pensiero non può essere ‘Oggi morirò o capiterà alla mamma?‘. Il conflitto nel suo animo era ed è tuttora forte, ma la paura di quello che sarebbe potuto succedere lo ha fatto agire d’istinto: “Mio padre era il mio migliore amico, ma quando beveva era il diavolo. E’ entrato in depressione quando è morto il nonno, io avevo 13 anni. Ha cominciato a bere e mia mamma lo affrontava, dunque cominciava la lite. Era diventata la norma”.