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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, storia del polo sanitario d’eccellenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:10
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L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un polo sanitario gestito direttamente dal Vaticano e che ha alle sue spalle quasi 150 anni di storia. Scopriamola.

L’ospedale pediatrico sorge nel 1869 a Roma, sotto iniziativa dei Duchi Salviati. Inizialmente lo spazio era notevolmente ridotto, pare infatti che si limitasse ad una stanza e quattro letti. Noto come il primo ospedale pediatrico d’Italia, ha in breve tempo installato al suo interno anche spazi dedicati alla chirurgia ed un ambulatorio. Dal 1887 occupa la sede sul Gianicolo, ma nel tempo si amplia e si estende in altre zone della capitale. Nel 1924 il polo sanitario diventa di proprietà della Santa Sede, diventando gergalmente l’Ospedale del Papa. Nel 1972 l’ospedale cresce e decide di evolversi in favore di una medicina migliore e variegata: apre così il primo reparto di Neuropsichiatria infantile e dieci anni dopo il Centro di Genetica Medica.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il riconoscimento del Ministero della Sanità

Nel 1985 il Ministero della Sanità decide di qualificare l’ospedale come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Il riconoscimento permette al polo di consolidarsi come un centro scientifico d’eccellenza nel campo della pediatria e quello delle diverse discipline pediatriche ad elevato grado di specializzazione. L’acquisizione di una tale nomea, consente all’ospedale di crescere e di diventare un polo di riferimento per tutte le casistiche rare e complesse, riuscendo a raggiungere risultati incredibili e a curare pazienti in situazioni estreme. Gli studi sono stati inizialmente indirizzati verso la clinica. I reparti vengono divisi su patologie di maggiore impegno scientifico riuscendo a trovare nuove soluzioni e cure. L’ospedale diventa così noto anche sul piano internazionale, venendo preso in considerazione dai più importanti ospedali sul pianeta. Tecniche d’avanguardia sono state intraprese nel trapianto di cuore e grossi vasi, riuscendo a rendere lo sperimentalismo un qualcosa di concreto, finalizzando il grande impegno che il polo sanitario ha sempre dimostrato.