Chi sono i curdi: storia del più grande popolo senza uno Stato

CurdiScopriamo la storia dei curdi, la popolazione che vive in Medio Oriente a cui non è mai stata riconosciuta la possibilità di formare uno Stato.

L’attacco della Turchia al nord della Siria ha rinnovato l’interesse dei media per la popolazione curda. Considerati esclusivamente una minoranza etnica in vari Stati della penisola mediorientale, i curdi in realtà sono una grossa popolazione che condivide cultura, tradizioni e lingua e che da secoli abita l’altopiano del Kurdistan. Questa popolazione è stata inglobata per molto tempo nell’impero Ottomano, ma alla fine della Prima guerra mondiale, dopo che gli alleati hanno sconfitto l’esercito turco, gli Stati europei avevano riconosciuto la loro indipendenza.

Durante il trattato di Sevres del 1920 era stato stabilito che sarebbero stati definiti i confini del Kurdistan e che dunque questo popolo avrebbe finalmente avuto una propria Nazione. Tre anni più tardi, però, nel trattato di Losanna la promessa fu elusa ed il popolo curdo venne costretto a dividersi in 5 Stati: Turchia, Siria, Iraq, Armenia e Iran. Da quel momento in poi i curdi sono rimasti sempre una minoranza etnica sparpagliata tra vari stati e tutti i tentativi di creare una nazione sono stati repressi con il sangue.

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Le differenze tra i clan e l’esperimento democratico di Rovaja

Sebbene i curdi abbiano una tradizione ed una lingua comune, all’interno di questo popolo ci sono diversi clan, le cui finalità e le cui opinioni sono differenti. Tra questi quelli turchi, iracheni e siriani hanno svolto un compito fondamentale per liberare i territori occupati dall’Isis. I curdi iracheni hanno da tempo ottenuto l’autonomia all’interno dello stato e vivono nel Kurdistan iracheno, mentre quelli turchi e siriani hanno da poco conquistato il controllo del Rovaja.

Il governo politico delle zone è assicurato dalla milizia dello Ypg (la stessa che ha combattuto al fianco degli Usa contro l’Isis) che propugna idee democratiche e liberali. Proprio nel Rovaja lo Ypg ha dato vita ad un esperimento democratico basato sulle libertà civili, in cui la donna assume un ruolo paritario con l’uomo. La repubblica del Rovaja è la democrazia più avanzata del Medio Oriente e concettualmente una delle più avanzate del mondo. La vicinanza del loro modello governativo con quello occidentale ha attirato la simpatia di governi, media e opinione pubblica in occidente.

L’attacco della Turchia

Il motivo che ha spinto Erdogan ad invadere il confine siriano e muovere guerra ai guerriglieri dello Ypg è legato alla vicinanza di questo con le idee del Pkk. Le milizie del Pkk sono riconosciute anche da altri Stati come un gruppo terroristico ed il loro leader, Ocalan, è in un carcere turco dal 1990. Con loro lo Ypg condivide le idee democratiche ed il distacco dalla legge coranica, ma le modalità di richiesta e di atteggiamento sono state radicalmente differenti.

L’attacco dunque non è stato motivato da un reale pericolo di guerra al confine, né lo Ypg ha portato avanti attacchi terroristici. Le sue truppe anzi hanno contribuito a sconfiggere i terroristi dell’Isis e contribuito a dare ai Siriani l’unica forma di governo democratico del Paese. Per queste ragioni l’azione militare di Erdogan è stata duramente condannata dagli Stati occidentali. La speranza dei curdi siriani è che adesso i grandi d’Europa e gli Stati Uniti non gli voltino le spalle, come sottolineato dalla leader a Bruxelles: “Gli Stati dell’Ue devono ritirare al più presto i loro ambasciatori dalla Turchia perché sta violando troppe leggi internazionali e continua a danneggiare la Siria. Questo crimine va fermato e la Turchia deve essere sanzionata per quello che ha fatto”.