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Sara Leo, morta investita a 2 anni, la mamma accusa: “Non è stato un incidente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:29
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Sara Leo, morta investita a 2 anni, la mamma accusa: “Non è stato un incidente”. 

Sara Leo

Formalmente è stato un drammatico incidente stradale e colui che l’ha provocato è stato già condannato in base alla nuova legge sull’omicidio stradale. Dietro alla morte della piccola Sara Leo però c’è tutta un’altra storia che potrebbe cambiare completamente il punto di vista sulla vicenda. L’uomo che ha investito la bambina infatti è Gino Pignataro, 72 anni, gestore del chiosco sul lungomare di Santa Maria del Cedro (Cosenza) proprio di fianco a quello della famiglia Leo e con loro da anni in lotta e lite continua.

I fatti: cosa è successo alla povera Sara Leo

Nunzia Varriale, la mamma della piccola uccisa da Pignataro, racconta al settimanale Giallo quei drammatici momenti del 10 luglio 2012: “Era una giornata bellissima. Io camminavo con Sara, stavamo percorrendo un tragitto che facevamo spesso e che portava da casa nostra fino alla stabilimento balneare gestito dalla nostra famiglia. Sara era al mio fianco vivace e bella come non mai. Con noi, seduto nel passeggino, c’era anche Luca il fratellino che all’epoca aveva 7 mesi. A un certo punto mentre eravamo all’altezza di un parcheggio ho sentito il rumore di una macchina. Ho visto la vettura che invece di parcheggiare si dirigeva a gran velocità nella nostra direzione. Ho urlato subito: ‘Fermo, fermo. C’è la bambina!’ Ma chi guidava ha proseguito la sua corsa senza frenare e ha travolto la mia piccola. Nonostante l’impatto quell’auto non si è fermata: è passata sopra il corpicino di mia figlia e poi si è dileguata lasciando Sara in una pozza di sangue”.

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La condanna e i dubbi della famiglia

Dopo 7 anni di processo Gino Pignataro è stato condannato per omicidio stradale a 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. I genitori della bambina sono però convinti da sempre che quell’uomo potrebbe aver ucciso intenzionalmente loro figlia proprio per le liti feroci in corso per problemi di vicinato. Per questo motivo gli avvocati della famiglia Leo avevano chiesto l’aggravante della previsione dell’evento. Gli avvocati spiegano: “Non può finire così. Vogliamo leggere le motivazioni per capire perché sia stata esclusa l’aggravante della previsione dell’evento”.