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Chi è Alighiero Noschese: carriera e vita privata e del più grande imitatore

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Chi è Alighiero Noschese: carriera e vita privata e del più grande imitatore di sempre nel nostro Paese, il primo ad iniziare un filone fortunato che continua ancora oggi.

Imitatore, showman, comico, attore, e molto altro ancora: Alighiero Noschese è non a caso considerato uno dei più fecondi e popolare personaggi della televisione italiana che fu. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Alighiero Noschese

Alighiero Noschese nacque a Napoli il 25 novembre 1932, figlio di un funzionario al Contenzioso Penale delle Dogane del Tirreno e di una professoressa. Vantava antenati polacchi e una nonna di nazionalità tedesca, ma nonostante le ascendenze internazionali rimase sempre saldamente a San Giorgio a Cremano, città alle porte del capoluogo partenopeo. Fin da piccolo si distinse per l’abilità nell’imitare i versi degli animali e la voce del padrone di casa.

Alighiero Noschese frequentò l’Istituto Pontano, dove completò gli studi classici e, destinato dal padre alla professione di avvocato, si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza, dove fu allievo, tra gli altri, di Giovanni Leone il quale – avendo appreso delle quel giovane studente riusciva a imitarlo perfettamente – gli chiese di “esibirsi”. Si racconta inoltre che sostenne due difficili esami orali (filosofia del diritto e diritto ecclesiastico) scimmiottando rispettivamente le voci di Amedeo Nazzari e di Totò (filandola comunque liscia). In quegli anni affiancò alla passione per il teatro l’impegno politico, diventando segretario della federazione giovanile comunista di Napoli. Poi, dopo aver tentato senza successo la carriera di giornalista di cronache mondane a Paese Sera, fu assunto come praticante nel giornale radio della Rai allora diretto da Vittorio Veltroni.

Il successo per Alighiero Noschese non tardò ad arrivare. Dai primi anni ’50 fu presente in commedie e fantasie radiofoniche, all’interno della Compagnia di Prosa di Roma della Rai, alternando l’attività di attore a quella di imitatore. Gli fu affidata la trasmissione radiofonica “Caccia al tesoro” e a partire dal 1953 salì sui palcoscenici di mezza Italia con la compagnia Billi e Riva. Poi figurò nel cast del primo sceneggiato televisivo trasmesso nel 1954, Il dottor Antonio, e comparve come ospite in diverse trasmissioni. A metà anni ’60 fu protagonista di due spettacoli teatrali di successo: Scanzonatissimo e La voce dei padroni, nei quali sperimentò per la prima volta l’imitazione di personaggi politici, riscuotendo i favori del pubblico nonché quelli dei personaggi imitati. E il 31 dicembre 1968 presentò il programma di fine anno “Ciao ’68”.

Solo nel 1969, tuttavia, Alighiero Noschese ottenne la consacrazione a personaggio di primo piano dello spettacolo, grazie alla partecipazione al varietà televisivo del sabato sera Doppia coppia: in quella sede riuscì a ottenere l’autorizzazione a imitare in tv i personaggi politici (fino ad allora era proibito), a quanto pare proprio per volere del futuro Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Essere imitati da Noschese significava avere massima visibilità, per cui tutti erano contenti. La brillante carriera di Noschese proseguì con un’edizione di Canzonissima (1971) come ospite fisso e al fianco di Loretta Goggi in Formula due (1973).

Le imitazioni e la satira di Alighiero Noschese erano, oltre che tecnicamente perfette, sottili e mai volgari, ma non per questo meno divertenti o pungenti. Riusciva a cogliere magistralmente i “tic” dei suoi personaggi. Restano memorabili tra le tante le sue caratterizzazioni quelle dei giornalisti Rai Mario Pastore e Jader Jacobelli, dell’annunciatrice Mariolina Cannuli e del politico Amintore Fanfani. E ancora (impossibile elencarli tutti): Mike Bongiorno, Gianni Morandi, Alberto Sordi, Ugo La Malfa, Marco Pannella, Luigi Preti… Pare che la madre di Giulio Andreotti avesse visto alla televisione una sua imitazione del figliocosì ben eseguita da non accorgersi della finzione, tanto che gli telefonò per rimproverarlo: “Ma come ti è venuto in mente di andare a cantare in televisione?”.

Per quanto riguarda la vita privata, Alighiero Noschese fu sposato dal 1963 con Edda De Bellis, un’ex impiegata del teatro Parioli, da cui aveva avuto da lei due figli: Antonello e Chiara (quest’ultima attrice teatrale e cinematografica, cantante e doppiatrice). La moglie, a cui era affezionatissimo, nel 1974 decise però di lasciarlo. Il divorzio e il successivo allontanamento dall’amata famiglia furono per lui un bruttissimo colpo, dal quale non riuscì mai a riprendersi. Noschese si ammalò di depressione e poco dopo, sempre nel 1974, per motivi ignoti la Rai interruppe bruscamente i rapporti con lui. I successivi impegni professionali non gli assicurarono il riscatto sperato e la mattina del 3 dicembre 1979, a 47 anni, il grande imitatore si tolse inaspettatamente la vita sparandosi un colpo di pistola alla tempia nella cappella del giardino della clinica romana Villa Stuart, dove era ricoverato.

EDS