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Francesco Saverio Borrelli, chi è: storia, carriera e vita privata del magistrato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:34
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Francesco Saverio Borrelli, chi èFrancesco Saverio Borrelli è morto, scopriamo chi era: storia, carriera e vita privata del magistrato il cui nome è legato a Mani Pulite.

Questa mattina è morto Francesco Saverio Borrelli, il magistrato passato alla storia per il processo di mani pulite. Da tempo Borrelli era affetto da una grave malattia e da qualche settimana si trovava ricoverato all’Istituto dei Tumori di Milano. Già ieri sera si era capito che le sue condizioni erano critiche e che si trattava solo di una questione di ore prima dell’inevitabile decesso, a comunicare le sue condizioni di salute era stato il figlio attraverso un eloquente post su Facebook. Come sempre accade in questi casi, sin dai primi minuti sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da parte di amici, colleghi e semplici ammiratori del suo operato. Scopriamo chi è stato Borrelli e per quale motivo la sua figura è stata centrale nella storia italiana.

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Chi era Francesco Saverio Borrelli

Nato a Napoli il 12 aprile 1930, Francesco Saverio Borrelli si laurea in giurisprudenza nel 1953 ed entra in magistratura nel 1955. Tutta la sua carriera è stata legata alla città di Milano dove fu prima pm, quindi procuratore aggiunto del Tribunale ed infine consigliere della Corte d’Appello. L’apice della sua carriera è giunto con l’incarico di coordinatore dell’inchiesta Mani Pulite, dalla quale emerse il caso “Tangentopoli” e la corruzione di alcuni rappresentanti dell’allora governo. Famose divennero le frasi che Borrelli pronunciò nel corso di quel procedimento come quando disse “Se hanno scheletri nell’armadio li tirino fuori prima che li troviamo noi”.

Nel 2002 diviene Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano, occasione durante la quale ha redatto una relazione per l’inizio dell’anno giudiziario in cui sosteneva l’esigenza che la Magistratura rimanesse libera da condizionamenti di ogni sorta (in riferimento ad alcune leggi volute dal governo Berlusconi). Anche in questo caso una sua frase, cominciata con la reiterazione della parola “Resistere” è rimasta negli annali (inizio discorso che è di fatto una citazione di quello di Vittorio Emanuele Orlando dopo la disfatta di Caporetto).