Piera Degli Esposti choc: “Mia madre ninfomane, avevo 12 anni quando lo scoprii a mie spese”

Dal rapporto sui generis con la madre “ninfomane” alla figura sofferente del padre: Piera degli Esposti si racconta a cuore aperto. 

“Ogni volta che la vedevo saltare in sella alla bicicletta, venivo assalita dall’ansia e correvo fuori a cercarla”. Così Piera Degli Esposti ricorda sua madre in una lunga intervista con il Corriere della Sera. Una madre che per lei, come in un gioco a parti invertite, è stata soprattutto una figlia cui badare. Aveva solo 12 anni quando si accorse della sua ninfomania. “Ho avuto il coraggio di non vergognarmi della figura estrema, dal punto di vista sessuale, di mia madre. Un personaggio che è stato al centro delle mie paure”, dice l’80enne attrice bolognese.

La paura principale era quella della “gente che spettegolava dietro le spalle”, assieme a quella “dei commenti di una città, Bologna, che era pur sempre cattocomunista” e “di sentire le critiche, di uscire dalla porta di casa, ben sapendo che mia madre era già fuori da ore. Ero terrorizzata e credo che questo stato d’animo me lo abbia fatto passare il teatro e la terapia psicoanalitica”.

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L’insolita famiglia di Piera Degli Esposti

“Ho scoperto la sua ninfomania intorno ai 12 anni – ricorda Piera Degli Esposti riferendosi ancora alla madre – , sfogliando, di nascosto, un album di foto che le apparteneva: erano foto artistiche, ma erotiche, molto spinte. E un giorno l’apostrofai con tono provocatorio: ho trovato il tuo album…”. Ma la mamma non si arrabbiò: “Mi guardò fissa e mi rispose: ti sei emozionata? Mi parlava come a un’amica coetanea e così, senza volerlo, iniziai con lei un rapporto confidenziale”.

“Spesso – prosegue l’attrice – spariva a notte fonda oppure il giorno andava in campagna dove si intratteneva con certi contadini e io, che poi la seguivo, andavo da quegli uomini a fare la Sherlock Holmes della situazione, li interrogavo con domande imbarazzanti”. E loro non si scandalizzavano: “Mi dicevano: tua madre non fa niente di male, dà via del suo, non toglie niente agli altri… A un certo punto, mia madre ed io cominciammo a uscire insieme, a scambiarci confidenze su questo o quell’uomo, soprattutto quelli più giovani di lei”.

Tra madre e figlia ci fu addirittura lo scambio di un amante: “Era un ragazzo che con me si limitava a bacini e carezze, poi andava da lei per consumare il rapporto carnale – confessa Piera Degli Esposti – . Tuttavia la nuova complicità riservata che era nata tra madre e figlia mi rassicurava, non ero più costretta a rincorrerla quando scappava in bici: potevo tenerla sotto controllo”.

La vera vittima della situazione era suo padre, sindacalista: “Ne soffriva tanto e io soffrivo della sua sofferenza, ero gelosa del loro legame perché, come tutte le figlie femmine, volevo che amasse me e non la mamma: io ero giudiziosa, lei non lo era però dominava i suoi pensieri di uomo, mentre io, evidentemente, non ero il suo tipo… Oltretutto, a causa della condotta della moglie venne trasferito dal partito, da Bologna a Verona: una donna che si comportava in quel modo non si addiceva a un sindacalista serio e impegnato. Ricordo la frase che papà scrisse in quell’occasione: ‘Apprendo dai giornali il mio trasferimento in Veneto! Una decisione che appartiene a una mentalità pressapochista e pasticciona, da cui mi terrò ben lontano'”. “Lui – sottolinea Piera Degli Esposti – difendeva il proprio ruolo di capofamiglia e non sopportava l’idea di lasciare a casa una figlia di 14 anni, io, a governare l’ andamento casalingo. Papà era innamorato di mia madre, era convinto che si sarebbe pentita del suo sconsiderato comportamento”.

Poi il trauma della reclusione della mamma in manicomio. “Avrò avuto 17-18 anni. Ricordo con dolore quando vennero a prenderla: apriva il finestrino dell’auto e urlava: ‘Mi portano in manicomio!. Prese a schiaffi anche me, che aspettavo nel corridoio dell’ ospedale mentre subiva l’ elettroshock: l’ho molto amata, però non so quanto ricambiasse il mio sentimento. Era una donna che non voleva conquistare, non era narcisista, nemmeno seduttiva”. E il dolore della vecchiaia del padre: “Altrettanto dolorosa: gli andava via la memoria e venne ricoverato in un istituto, dove a quei tempi legavano le persone”.

EDS