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Inps per la famigliaInps per la famiglia, le risposte social sul reddito di cittadinanza sono epiche. 

La pagina Facebook Inps per la famiglia sta vivendo un momento di grande notorietà da quando si sono aperte le procedure per richiedere il reddito di cittadinanza. Molti cittadini scrivono su questa pagina per informazioni, lamentele e richieste varie. Dopo diversi messaggi il social media manager della pagina deve aver perso la pazienza e ha iniziato a dare risposte molto particolari, talvolta sprezzanti, risposte che lo hanno da subito reso eroe dei social network con la notizia ripresa da tutti.

L’esempio più eclatante è quella mamma che scrive spiegando che il figlio non ha mai lavorato legalmente (cioè ha sempre lavorato in nero) e vorrebbe comunque il reddito di cittadinanza. La pagina risponde che non è consigliabile dire pubblicamente questa cosa perché essendo una pagina istituzionale sono costretti a denunciare quella situazione. Inoltre si ricorda alla signora che se il figlio lavora in nero e richiede il reddito di cittadinanza rischia fino a 6 anni di carcere.

Un altro utente “Candy Candy Forza Napoli” scrive che è una vergogna che le abbiano dato solo 40 euro al mese di sussidio. La pagina risponde: “Perché invece di ripetere le stesse cose non va sul sito Inps e richiede il pin che ci vogliono 5 minuti?”. “Non so farlo, lo avrei già fatto” la risposta. E a quel punto arriva la genialata: “Basta richiederlo a Poste o Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?”

Dopo molti sorrisi per queste e altre risposte sprezzanti sono arrivate anche le polemiche. A quel punto la pagina ha dovuto pubblicare un messaggio molto più istituzionale e serio: “In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia, risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l’occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte“.