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“Kurt Cobain non ha scritto nessun biglietto d’addio”, l’affermazione scioccante dell’avvocato della stella dei Nirvana a 25 anni dalla morte.

kurt cobain ucciso
(THERESE FRARE/AFP/GettyImages)

L’avvocato di Kurt Cobain ha affermato che il leader dei Nirvana non avrebbe scritto la nota di suicidio scoperta accanto al suo corpo, alimentando ulteriormente le affermazioni che sia stato assassinato. Il frontman dei Nirvana Kurt Cobain è stato trovato morto nella sua casa a Seattle, Washington, USA, il 5 aprile 1994. Rapporti ufficiali dicono che è morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta alla testa. Ma in tanti non hanno mai creduto a questa versione ufficiale dei fatti. La tesi dell’omicidio del cantante viene ora rilanciata dal tabloid Daily Star, che cita come fonte il legale del leader dei Nirvana.

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La tesi dell’omicidio di Kurt Cobain

Le affermazioni del suo avvocato Rosemary Carroll sono ora riemerse in un audio scioccante, che risale a qualche anno fa, quando il legale incaricò di indagare sulla morte di Kurt Cobain il detective privato Tom Grant. Nella conversazione, il legale chiede all’investigatore cosa ne pensi di quella nota d’addio del leader dei Nirvana e questi risponde che non pensa sia stata scritta da lui. “Ho avuto la stessa sensazione quando l’ho letta”, la replica dell’avvocato.

Uno dei maggiori problemi che i teorici della cospirazione hanno avuto con la nota di suicidio di Kurt Cobain sono le ultime quattro righe. Infatti, per l’intera lettera il leader dei Nirvana si limita a spiegare che sta lasciando la moglie Courtney Love e vuole ritirarsi dal mondo della musica. Nelle ultime quattro righe, invece, appare l’intento di suicidarsi. Misteriosamente, la calligrafia nell’ultima sezione appare diversa da qualsiasi altra parte del documento. L’esperto di calligrafia Reginald Alton ha trovato “più di una dozzina di discrepanze” tra le ultime quattro righe e la scrittura di Cobain. Inoltre, la convinzione è che qualcuno abbia chiuso la porta della casa di Kurt Cobain successivamente alla morte del cantante. La tesi dell’omicidio è smentita ancora una volta dal sergente Sean Whitcomb del dipartimento di polizia di Seattle, secondo il quale “non ci sono ulteriori indagini sulla sua morte”.

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