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Secondo una recente rivelazione pare che Annamaria Franzoni fosse uscita dal carcere per soggiornare con la famiglia nella villetta in cui si è verificato il delitto del piccolo Samuele.

Annamaria Franzoni è ufficialmente una donna libera, la donna condannata per l’omicidio di Samuele, suo figlio di appena 3 anni, ha scontato 11 dei 16 anni di condanna sentenziati dalla Corte d’Appello e confermati dalla Cassazione, ricevendo un sostanzioso sconto per l’indulto di 3 anni e buona condotta. In realtà già dal 2014 la donna si trovava agli arresti domiciliari e lavorava regolarmente in una cooperativa esterna al carcere per proseguire il suo percorso di riabilitazione nella società.

Secondo quanto rivelato dal ‘Corriere della Sera’, la condanna era già stata scontata qualche mese fa. A quanto pare, infatti, la Franzoni è stata avvistata da alcuni vicini di casa nel novembre del 2018 nei pressi della villetta di Montroz, la stessa in cui è morto Samuele nel 2002. Il soggiorno è durato un paio di giorni e con lei c’erano anche i suoi familiari. Secondo quanto riferito dal quotidiano, in quel periodo la donna era già libera da un paio di settimane.

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La condanna di Annamaria Franzoni

Le prime parole della donna, una volta uscita dal carcere riguardano proprio la condanna e la morte del figlio Samuele. A distanza di 17 anni da quanto accaduto Annamaria Franzoni continua a sostenere di non aver ucciso il figlio. Il suo caso è stato vagliato attentamente per diversi anni, durante le indagini sono state trovate tracce ematiche sui suoi vestiti, ma non è mai stata trovata l’arma del delitto. Durante l’interminabile iter giudiziario la donna è stata prima assolta per mancanza di indizi ma, dopo l’appello alla cassazione della procura, nuovamente indagata. Dal 2004 al 2008 è stata prima condannata a 30 anni in primo grado, quindi a 16 in Appello e in Cassazione.