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Bimbo ucciso dal patrigno, il testimone: "Ecco cos'era successo"
(Websource / archivio)

L’autore del barbaro pestaggio dei bambini di Cardito aveva già avuto comportamenti violenti, secondo la testimonianza di un conoscente di lunga data di quella sfortunata famiglia.

“Avevo visto l’uomo dare un calcio al piccolo qualche tempo fa”. Così ha raccontato a “Pomeriggio Cinque” Angelo, che conosceva Tony Essobti e Valentina Caso da molto tempo ed era un amico di entrambi. A Cardito (provincia di Napoli) l’italo tunisino che ha picchiato e ucciso il piccolo Giuseppe e mandato in ospedale la sorellina Noemi, entrambi figli della compagna, era considerato il classico bravo ragazzo, ma la verità – secondo il racconto del testimone – era un’altra.

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Quel primo campanello d’allarme

Il calcio in questione era stato dato da Tony, secondo il signor Angelo, e in un luogo pubblico: “era avvenuto in piazza – ha ricordato – e mi aveva molto infastidito quel gesto tanto da indurmi a non rivolgergli la parola”. Lo stesso Angelo però denuncia anche l’assenza dell’assistenza sociale per una coppia che aveva più volte fatto presente problemi economici seri. A quanto pare i due avevano chiesto aiuto, ma non erano riusciti a ottenerlo. Una coppia che per il resto era o sembrava felice, si voleva bene e che aveva in programma di allargare la famiglia. Un sogno che è andato irrimediabilmente distrutto, insieme alla vita di una creatura innocente.

EDS