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Studentessa uccisa dalla migliore amica nella casa in cui abitavano insieme. A denunciare l’accaduto la stessa colpevole che si è autonomamente consegnata alla polizia.

Alexa Cannon è morta la sera del 24 gennaio 2019 a soli 21 anni dopo essere stata brutalmente aggredita dalla coinquilina Luisa Cutting. Le due ragazze si erano conosciute dopo essersi iscritte alla Radford University della Virginia, abitavano l’una di fronte all’altra e la loro amicizia è nata in maniera spontanea. Dopo un’estate passata insieme le ragazze avevano deciso di andare a convivere e sembrava che tra loro andasse tutto bene. La sera di giovedì qualcosa è scattato nella mente di Luisa che, probabilmente dopo un litigio, ha preso un coltello dalla cucina ed ha colpito ripetutamente l’amica finché non è morta (pare le abbia inferto 50 coltellate).

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Studentessa uccisa: l’amica chiama la polizia

Come risvegliatasi da un torpore, dopo essersi resa conto di quanto aveva appena fatto Luisa ha chiamato il 911 per denunciarsi. Al centralino della polizia non avevano capito cosa fosse successo, pare che la ragazza urlasse frasi sconnesse e che l’operatore abbia sentito la parola “coltello”. Quando gli agenti sono andati a controllare cosa fosse successo nell’abitazione di fronte al campus universitario in cui abitavano le ragazze, si sono trovati di fronte Luisa ricoperta di sangue. Appena ha visto gli agenti la ragazza ha messo le braccia dietro la nuca ed ha confessato l’omicidio: “L’ho uccisa, arrestatemi”.

Simili episodi non sono un’assoluta novità in ambito universitario. Spesso le convivenze con coetanei estranei sono difficili e ci si scontra. Solo un mese fa qualcosa di simile era capitato ad una studentessa americana in Erasmus a Rotterdam: la ragazza, batterista dotata di soli 21 anni, è stata trovata priva di vita con il corpo martoriato di coltellate, l’unico sospetto è uno dei coinquilini.