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leggi razziali
Le leggi razziali fasciste, cosa sono e perché vennero promulgate (websource/archivio)

‘Figli del Destino’ in onda questa sera su Rai 1 parlerà di leggi razziali. Vi spieghiamo nello specifico questi assurdi provvedimenti del Regime fascista.

Questa sera su Rai 1 andrà in onda la docufiction sulle leggi razziali dal titolo ‘Figli del Destino‘. Si parlerà del triste fato di tante persone la cui normale esistenza venne sconvolta dall’ignoranza di un provvedimento varato da Benito Mussolini in persona nel periodo che precedette lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Più nel dettaglio, cosa sono le leggi razziali e perché vennero promulgate? Tutto nasce nel 1938, dopo che Mussolini ed Adolf Hitler consolidarono il rapporto di amicizia e di collaborazione tra Italia e Germania, stabilendo la famosa alleanza sull’asse Roma-Berlino. Poi entrerà a farne parte anche il Giappone dell’allora primo ministro Fumimaro Konoe. Gli ebrei erano invisi al leader tedesco ed alla sua delirante idea della ‘razza ariana’, pura, perfetta e da preservare con incroci tra i soli individui perfetti sia geneticamente che nella vita di tutti i giorni. L’Italia fascista, per compiacere Hitler, decise di seguire questa assurda ideologia varando una serie di leggi in chiave antiebraica.

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Leggi razziali, il 1938 fu l’anno nero

La cosa fece deteriorare le relazioni del Regno d’Italia con il Vaticano, il quale iniziò a sua volta ad entrare in contatto con gli antifascisti, comunisti inclusi. Il manifesto delle leggi razziali contro gli ebrei entrò in vigore dall’oggi al domani nel luglio del 1938. A settembre dello stesso anno passò in sede di Consiglio dei ministri una serie di provvedimenti, seguiti da altri nel successivo mese di novembre in cui furono resi più severi i divieti e le limitazioni in ottica antisemita. Si colpano gli ebrei anche per le cose più assurde, su diretta disposizione del Gran Consiglio del Fascismo. Poi, con il precipitare della situazione, ci furono anche le deportazioni.

Le leggi razziali provocarono l’allontanamento di tante grandi personalità

Tantissimi sono i cittadini italiani ebrei finiti ad Auschwitz e Birkenau a morire tra la crudeltà più totale nei campi di concentramento. E tutto questo senza che il Regime Fascita si opponesse per evitarlo. A nulla servirono le tante lettere inviate a Mussolini da ebrei e non per ricondurlo alla ragione. E questa cosa costò anche la fuga di tante personalità illustri dal nostro Paese o il tornare sui propri passi dopo un iniziale apprezzamento degli ideali del Fascismo, relativamente alla concezione del Regime su quello che doveva essere il focolare domestico. Gli esempi più eclatanti sono dati dal Premio Nobel Enrico Fermi e dallo scrittore Luigi Pirandello.

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