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Lele mora aggressione rapina
Rapina con aggressione per Lele Mora, malmenato da dei rom

Bruttissimo quarto d’ora per Lele Mora: l’ex manager dei vip pensava di concludere una transizione conveniente, invece ha subito una rapina con aggressione

Brutta disavventura per Lele Mora. L’ex manager dei vip ha subito una aggressione mentre si trovava in un campo rom. Tutto è successo in seguito ad un appuntamento concordato con degli individui allo scopo di acquistare una partita di champagne di altissima qualità. Si trattava di Dom Perignon e di Cristal, che Lele Mora avrebbe comprato ad un prezzo concordato e molto conveniente rispetto ai canali consueti. Purtroppo per lui però il tutto si è rivelato essere una trappola. Il 63enne di Bagnolo di Po è stato fatto oggetto di un attacco fisico. La vicenda è accaduta nello scorso mese di maggio ma è venuta alla luce soltanto adesso. E non manca qualche aspetto controverso. Infatti Mora si era recato all’appuntamento in compagnia di un’altra persona, dalla fedina penale tutt’altro che pulita. Questo individuo ha infatti ricevuto condanne per spaccio, porto d’armi illegale, ricettazione, bancarotta fraudolenta, truffa ed altri reati, tra i quali rapina. “Mi ero recato all’appuntamento con questa persona e 40mila euro”, avrebbe detto alle forze dell’ordine Lele Mora, che avrebbe proposto l’affare al pluripregiudicato allo scopo di guadagnare 10 euro a bottiglia.

Lele Mora, l’affare finisce male: è una rapina

“I nostri interlocutori ci hanno detto di seguirli al Naviglio, ma poi ci hanno condotti in un campo rom. Lì ho mostrato i soldi ed un uomo ci ha portato all’interno della sua roulotte. Mi ha mostrato un paio di bottiglie per poi strapparmi subito il borsello coi soldi dalle mani. Ed all’improvviso sono arrivate diverse donne che andavano urlando dell’arrivo della polizia. Si sentivano colpi di arma da fuoco in sottofondo e sono arrivati anche altri uomini. Io ed il mio accompagnatore siamo stati picchiati e cacciati via dal campo”. Ed il socio di Lele Mora se l’è presa con lui: “I soldi non erano miei ma suoi. Ha iniziato a minacciarmi ed a presentarsi con altre 6 persone sotto casa mia. Temevo che, a causa della mia notorietà tutto questo potesse ritorcersi contro di me, per questo non ho denunciato nessuno. Alla fine ho pagato chiedendo in prestito del denaro a mio figlio”.

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