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(Websource/Archivio)

Non è l’Arena: chi sono le sorelle Napoli, minacciate dalla mafia. Tra gli ospiti del salone televisivo di Massimo Giletti, in onda oggi in prima serata su La7, ci saranno anche Irene, Ina e Anna Napoli, le tre sorelle che dal 2006 si oppongono alle minacce e alle incursioni della mafia nella loro azienda agricola di Mezzojuso, 90 ettari di terreno al confine con Corleone.

Tra gli ospiti di oggi di Non è l’Arena anche le sorelle Napoli

Irene, Ina e Anna Napoli saranno ospiti di Massimo Giletti nella puntata di stasera di Non è l’Arena. E non saranno le sole, nel salotto televisivo della prima serata di La7 infatti, ci sarà spazio anche per il vice premier e ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio. Si affronterà il tema dell’abusivismo edilizio, dopo la tragedia di Casteldaccia e il caso delle plafoniere del nuovo Palazzo della Regione Puglia, dopo l’inchiesta del programma. Altri ospiti della puntata saranno inoltre Antonio Di Pietro, Dino Giarrusso, Nunzia De Girolamo, Peter Gomez, Antonella Laricchia, consigliere regionale M5S Puglia.

Le sorelle Napoli e la loro battaglia contro la mafia

Le sorelle Napoli dal 2006 combattono contro le intimidazioni della mafia nella loro azienda agricola di Mezzojuso, 90 ettari di terreno al confine con Corleone, su cui si ripercuotono le pressioni dei clan. Le tre sorelle però non cedono alle minacce: “Ci ostacolano da 12 anni, da quando è morto nostro padre e non riusciamo più a lavorare”. Le titolari dell’azienda infatti sono sottoposte a continui danneggiamenti e incursioni nel proprio terreno. Come quella di mandrie di bovini “inselvatichiti” che danneggiamo il grano e il frumento. Dopo un servizio andato in onda a Le Iene, il caso delle tre sorelle Napoli è approdato nei giorni scorsi nella trasmissione di Massimo Gieltti. “Seminiamo e non riusciamo più a raccogliere. Situazione economica? Un disastro. Prima producevamo 9 mila balle di fieno in 24 ettari, quest’anno invece appena 330 che non riusciamo a vendere perché nessuno le viene a comprare. Intorno a noi infatti c’è un sistema che ci ostacola”, hanno dichiarato, riuscendo a documentare le invasioni per mezzo di telecamere collocate ai limiti del proprio terreno.
Dalla morte del padre, le tre sorelle, insieme alla madre Gina, si sono opposte a Cosa nostra e la mafia si è scatenata contro di loro distruggendo i raccolti e le recinzioni, minacciandole e uccidendo infine i loro cani, ritrovati scuoiati e con la testa dentro un secchio pieno di sangue. Nelle terre delle sorelle Napoli, oltre al grano, si trova una cava, una parte di riserva naturale e perfino una sorgente.
BC

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