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Salvini
(Facebook)

Alfredo Mantovano, parlamentare e magistrato, spiega il suo punto di vista sulla messa sotto accusa del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

Il magistrato Alfredo Mantovano è stato intervistato da La Nuova Bussola quotidiana e ha espresso molto chiaramente il suo parere giuridico e politico sulla vicenda che sta coinvolgendo Matteo Salvini. Ecco alcuni dei passaggi più importanti del suo pensiero: “Salvini indagato? E’ il risultato dell’ideologia di una parte della magistratura,minoritaria ma culturalmente egemone”.

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Poi Mantovano entra nel dettaglio delle accuse rivolte a Salvini: “Per quanto riguarda il sequestro di persona questo viene riconosciuto quando c’è una arbitraria privazione della libertà di qualcuno da parte di chi non ha nessun potere. Qui siamo di fronte a persone che, dal momento in cui sono state raccolte dalla Marina, hanno ricevuto cure e assistenza. Una parte di loro avevano situazioni sanitarie problematiche: ecco perché sono state sbarcate subito mentre per gli altri è trascorso qualche tempo per svolgere gli accertamenti e per capire la loro distribuzione nei paesi europei. In definitiva: non vedo che cosa c’entri il sequestro di persona. Immaginiamo che un soggetto tenga più persone segregate in una abitazione; un pubblico ministero che accerti questo reato ha l’obbligo di impedirne la prosecuzione, facendo intervenire la polizia giudiziaria. Invece il Procuratore di Agrigento è perfino salito sulla Diciotti, ma non ha posto fine al presunto sequestro di persona. Ma il reato c’era o non c’era?

Il reato di arresto illegale lo fa il carabiniere o il poliziotto che, di fronte a una persona che commette il reato per cui non è previsto l’arresto, invece gli mette le manette. Però il carabiniere ha il potere di arrestare, solo che supera i propri limiti. Quindi: tutti e due i reati non valgono insieme. O l’uno o l’altro.

Poi c’è l’abuso di ufficio. E’ un reato che viene spesso contestato a inizio indagini; poi se facciamo uno screening delle sentenze di abuso d’ufficio che arrivano in giudicato alla fine sono poche unità”.

E poi la conclusione: “O diciamo per essere coerenti col principio che tutti coloro che entrano vanno fatti entrare oppure bisogna stabilire se un migrante è irregolare o no. E questo lo si fa solo con uno screening prima dello sbarco. E sulla Diciotti si stava facendo proprio questo. Lo dimostra il fatto che proprio a seguito di questo screening è venuto fuori che quattro di queste persone, si badi: anch’essi con dignità di persone, erano gli scafisti. Perché allora queste accuse di disumanità per chi ha provato a fare accertamenti preliminari senza poi impedire lo sbarco degli ammalati?”.

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