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Eutanasia, in Belgio una proposta di legge ne semplifica l'attuazione?
(Websource)

Eutanasia in Belgio è legale dal 28 maggio del 2002 che regola le dichiarazioni anticipate di trattamento, adesso qualcosa potrebbe cambiare?

In un articolo pubblicato su ‘Notizie Pro Vita‘ si legge che una proposta di legge della deputata del parlamento Belga Laurette Onkelinx prevedrebbe un allargamento della praticabilità della legge sull’eutanasia. Intanto chiariamo che si tratta di una proposta di legge del 23 febbraio del 2016 e che non è chiaro dal testo se questa proposta di legge è stata mai applicata, quindi procediamo ad analizzare il disegno di legge in questione per capire se davvero si provava a facilitare il processo di “Dolce Morte” a discapito della volontà del paziente.

I tre punti della proposta di legge sull’Eutanasia

I punti considerati dall’articolo sono 3: l’abolizione del termine fisso di validità della dichiarazione del paziente, il tempo massimo di adesione del medico alla richiesta e l’impossibilità di una struttura di accogliere la richiesta del paziente. Il primo punto è quello controverso, nel pezzo si suggerisce che la richiesta è volta a rendere il documento valido in eterno, in realtà non è propriamente così visto che nella proposta di legge si riscontra come la deputata richiami ad un rinnovo annuale delle volontà: “Gli autori del testo contestano il carattere fisso del termine e pensano che i cittadini stessi debbano avere la possibilità di decidere per quale periodo di tempo la propria dichiarazione sia valida e che debbano avere la possibilità di cambiarla in qualsiasi momento”.

Il punto due effettivamente riguarda il termine massimo entro il quale il medico curante può attuare la richiesta del paziente (7 giorni) e aggiunge inoltre che qualora il medico non fosse d’accordo ha 4 giorni di tempo per indicare un medico disponibile a praticare l’eutanasia. L’ultimo punto è la richiesta che tutte le strutture abbiano almeno un medico disposto a praticare l’eutanasia e non possano in nessun caso obbligare i propri dipendenti a non rispettare le volontà del paziente. Una proposta controversa nel caso in cui avesse obbligato anche ospedali privati, magari di fondazione religiosa, ad applicare contro i propri principi tale legge.