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Femminicidio in provincia di Venezia: Maila massacrata di botte dal marito, nessuno è intervenuto

La vicenda di femminicidio che ha visto la povera Maila Beccarello morire dopo essere stata massacrata di botte dal marito Natalino Zemello fa discutere.

L’aggressione violenta subita da una donna a Cavarzere, in provincia di Venezia, ha rappresentato soltanto l’ultimo caso di una lista lunghissima di femminicidio. Lei, Maila Beccarello, 37 anni, ha finito infatti col rimetterci la vita, massacrata di botte dal marito appena uscito dal carcere. Gli inquirenti accorsi sul luogo del delitto hanno trovato il sangue della povera vittima sul pavimento e sui muri di casa, ma anche all’esterno dell’abitazione, nel giardino e sulle finestre. L’omicida è Natalino Boscolo Zemello, 35 anni, un energumeno della stazza di 150 chili. Contro la cui furia nulla ha potuto la povera Maila. L’omicida era detenuto agli arresti domiciliari per tentata estorsione, ed alle forze dell’ordine ha provato a giustificarsi dicendo che la moglie era caduta dalle scale. Ma la verità è sembrata ben altra fin da subito.

Femminicidio, ancora un caso che si doveva evitare

I due si erano sposati sette anni fa, nel 2011. Ma Maila questa relazione aveva cominciato a subirla, e non più a viverla con serenità come dovrebbe accadere in un matrimonio. Il cambiamento fisico protrattosi nel tempo ne è la testimonianza. Un tempo era davvero bella, ma man mano la donna vittima di questo orribile caso di femminicidio era divenuta fin troppo magra, con delle fosse nelle quali ospitare gli occhi ed altri segni fisici preoccupanti. Ed anche chi viveva la quotidianità della donna sapeva di questa cosa. Molto spesso su di lei spuntavano dei lividi sempre nuovi. Tutti causati da quel violento del marito. E lei nascondeva tutto dietro ad una scusa diversa, di volta in volta. Nel corso dell’ultimo anno è passata per cinque ricoveri al pronto soccorso, e cercava conforto su Facebook, con delle frasi pregne di disperazione.

Nessuno si è mai accorto di nulla, com’è possibile?

Eppure i vicini di casa affermano di non essersi mai accorti di niente. Di non avere mai sentito urla, litigi e cose simili. Nessuno si è mai accorto di nulla. Perché? Forse perché Natalino incuteva troppa paura. E ci si chiede anche come mai l’uomo fosse stato tenuto ai soli arresti domiciliari. Infatti la sua natura aggressiva e violenta è un qualcosa che sembra più che evidente. Ed anche alcuni precedenti di violenza privata remano in tal senso. Tante cose sono andate come mai sarebbe dovuto capitare. Ed ora ci ritroviamo a fare la conta dell’ennesimo triste accadimento di femminicidio.