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Giulia Romano avrà la laurea tanto desiderata. La ragazza è morta a causa di un tumore raro e aggressivo, le mancano due esami e la tesi

Giulia Romano era una ragazza solare, minuta e perfetta atleta. Era studiosa, voleva diventare un’insegnante di Lettere ed era appassionata della civiltà classica e della Grecia. Nei suoi progetti c’era la laurea, ad aprile, insieme alle compagne di corso ma un tumore raro e aggressivo l’ha fermata. L’ha divorata in pochi mesi. La scoperta nell’autunno 2017 durante una seduta di pole dance poi un intervento a Rimini, il 21 dicembre, e due cicli di chemioterapia presso il reparto di Oncologia pediatrica dell’ospedale di Lecce. Durante tutto questo tempo non ha mai chiesto notizie precise sull’andamento della malattia. Il 23 maggio è deceduta lasciando un vuoto incolmabile nei genitori. Domani riceverà la sua laurea, infatti Giulia Romano – primo caso nella storia dell’Università del Salento – verrà proclamata dottoressa in Lingue, Culture e Letterature Straniere, insieme ad altri studenti. Le mancavano due esami e la tesi in Letteratura inglese: “Gliel’ho annunciato, era in ospedale, in stato di sedazione profonda. Non so se sia stato un caso, ma in quel momento i battiti del suo cuore sul monitor sono aumentati”, racconta Daniela, la mamma di Giulia.

Giulia Romano, la laurea e il ricordo dei genitori

I genitori hanno richiesto all’Ateneo di omaggiare la loro figlia. Lei che sognava la laurea e divorava libri. Questo il ricordo della mamma: “Mio marito ed io sopravviviamo solo per il pensiero di averla avuta accanto nei ventidue anni più belli della nostra vita e perché se annullassimo noi stessi annulleremmo anche lei, il nostro modo di farla sopravvivere. Forse per questo pubblicheremo i suoi diari. Volevo che lei tornasse ad essere energia pura; un cimitero non sarebbe stato il suo posto”. Le ceneri di Giulia sono state liberate in mare su decisione dei genitori: “Mio marito fa kite e aveva più volte cercato di portare con sé Giulia, ma lei, non so perché, si era sempre rifiutata. Anche quando è arrivato il momento di spargere le sue ceneri al largo il vento, fortissimo fino ad allora, si è improvvisamente calmato. Non c’è stato verso di far alzare la vela. «Vedi che questa, col kite, non vuole proprio venire», mi ha detto mio marito. Allora abbiamo sparso le sue ceneri a riva. Poi, tutti vestiti – era fine maggio – ci siamo buttati in acqua con i suoi amici e le sue amiche. E siamo andati a brindare. È stata una festa – conclude Daniela – proprio come aveva chiesto Giulia un giorno: se mai mi succedesse qualcosa, non piangete. Ricordatemi con un brindisi e un sorriso”.