CONDIVIDI

Anna Bonini, che nel 2011 rimase intrappolata in una grotta di Serle, parla di Iuschra, 12enne scomparsa nella zona: “Sono sicura che ce la farà.”

Anna Bonini, speleologa bresciana che nel 2011 venne soccorsa dopo essere rimasta 48h in una grotta di Cariadegne di Serle racconta di come sia vicina alla 12enne Iuschra, scomparsa sullo stesso altopiano che 7 anni la rese prigioniera. La speleologa riguardo la 12enne scomparsa ha detto: ”Chissà che paura povera piccola, ma sono sicura che anche lei ce la farà.”. Anna Bonini come è logico, infatti, è stata molto toccata dalla vicenda perchè fu lo stesso splendido ma impervio altopiano a metterla in difficoltà, nonostante la sua esperienza.

Leggi anche —> Serle, 280 soccorritori per la bimba scomparsa: aperta un’inchiesta

Anna Bonini è ottimista sul fatto che Iuschra tornerà presto a casa e ne spiega il motivo

In questo caso, purtroppo, la 12enne Iuschra potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una situazione più grande di lei ma, come dichiarato dalla stessa ricercatrice: “La mia storia chiaramente è molto diversa, ma conosco bene quella zona. Anche solo facendo una passeggiata ci si può perdere, ma ci sono tanti punti dove ci si può riparare”. Nonostante la difficoltà causata dal suo essere impervia, quindi, la zona offre anche molti luoghi per ripararsi ed Anna Bonini riferisce il suo pensiero alla stampa descrivendo l’altopiano, che l’ha imprigionata e salvata, con quell’odio-amore che solo un’esploratrice può capire fino in fondo. Anna, infatti, nel 2011 partì con degli amici per esplorare l’altopiano e rimase intrappolata a 250 m di profondità. La donna si era, infatti, ferita nell’Omber del bus del zel, antro che si apre per 20 km con un dislivello di almeno 400 m. La zona in cui le ricerche delle 12enne si stanno concentrando è, secondo la speleologa, il più sicuro dell’altopiano, nonostante vi siano molti crepacci: ”Quello è sicuramente uno dei percorsi più affascinanti e impegnativi ma vi sono tanti crepacci meno profondi e quindi meno pericolosi”.“Io non ebbi mai paura, ero sicura che mi avrebbero portato fuori e spero tanto che anche per quella bimba la disavventura finisca bene”, si augura la studiosa colma di ottimismo.

Marta Colanera