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Volodymyr
(foto Gofundme)

Malato di leucemia, ma Volodymyr è di nazionalità ucraina e le cure non sono gratuite: gara di solidarietà per salvarlo, ma i costi sono altissimi.

Un ragazzo ucraino di 19 anni, Volodymyr il suo nome, è ricoverato nel reparto di ematologia all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Un paio di mesi fa, gli è stata diagnosticata una leucemia fulminante, era ancora nel suo Paese d’origine, così la sua mamma Tamara, che lavora come badante presso una famiglia del bolognese, ha scelto di portarlo in Italia. Le sue condizioni erano gravi, ma non avendo il tesserino sanitario, una volta giunto a Bologna è stato ricoverato in pronto soccorso. L’urgenza che ha reso necessario il ricovero gli ha evitato le prime spese, ma ora deve proseguire nelle cure.

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La storia di Volodymyr e del suo viaggio in Italia

Volodymyr non è però a carico del sistema sanitario nazionale, quindi la famiglia che ha accolto la madre inizia a contattare avvocati ed esperti per capire come fare a risparmiare. Appena 45 giorni di cure costano al giovane 18mila euro, l’intero ciclo può durare due anni. Intanto il 19enne è in attesa che la trasfusione faccia effetto. Nonostante la malattia, però, non perde l’entusiasmo e incita lui per primo chi gli sta vicino. Nel frattempo la sorella maggiore di Volodymyr, studentessa, è arrivata a Bologna una decina di giorni fa. Il suo è stato un viaggio complicato, ma dalle analisi in ospedale è emersa una buona notizia: il suo midollo è compatibile con quello del fratello.

Prova salvargli la vita, burocrazia permettendo, mentre la mamma di Volodymyr ha aperto una pagina su Gofundme, lanciando un appello affinché si trovino subito i 18mila euro per il figlio. Il 19enne ha già trovato 110 donatori in tre giorni, per un totale di quasi 9mila euro. Scrive la mamma del giovane: “Il mondo non è globalizzato. Se lo fosse ci sarebbe un servizio sanitario globale, se lo fosse la gente non morirebbe in mare, se lo fosse nessuno morirebbe di stenti, di sete, di fame, di guerra. Perché avere un servizio sanitario inefficace da una parte, significa far spostare le persone disperate da un’altra parte, però dall’altra parte prenderanno provvedimenti e impediranno quanto più è possibile che si abbia accesso a quel paese, oppure ne farà una fonte di guadagno”.

Le cure per la leucemia fulminante e le speranze del giovane

La storia di Volodymyr e della sua mamma, di quel viaggio della speranza verso Bologna, è stata costretta a scontrarsi con la dura realtà dei fatti. “Noi siamo qui, tra coloro che sono sospesi”, dicono ancora i familiari del ragazzo. Che nel loro appello per il 19enne sottolineano: “Lo so, state tutti guardando i mondiali. Io non riesco a fare il tifo, mi piacciono tutti, amo gli argentini ma amo anche i nigeriani, gli svedesi. Per questo non sono tifosa. Amo il mondo, in generale, amo le persone, credo che ognuno stia combattendo la sua battaglia personale”.

“Per questo se mi capita di vivere da vicino una loro storia, una loro battaglia, proprio non ce la faccio a tirarmi indietro”, scrive la mamma di Volodymyr, che sta portando avanti la battaglia per suo figlio e forse grazie al fatto che questa vicenda è emersa sui giornali e che c’è stato un tam tam di messaggi di solidarietà potrà tornare a sorridere.