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Santiago Canizares (Getty Images)

L’ex portiere della Spagna e del Valencia, Santiago Cañizares, racconta i mesi terribili dopo la morte del piccolo Santi

Santiago Cañizares pian piano sta venendo fuori dal tunnel in cui è caduto dopo la morte del figlioletto di soli 5 anni, avvenuta tre mesi fa. Santi Cañizares se n’è andato lo scorso marzo e da quel giorno per il suo famoso papà è stato ovviamente un dramma senza fine. Momenti terribili che hanno messo a dura prova la sua fede e la sua stabilità emotiva, ma per fortuna in certi casi spesso subentrano forze che non pensiamo neanche di avere e superiamo prove che non pensavamo neanche di poter affrontare. Santiago Cañizares, classe 1969, in Spagna era ed è famosissimo: calciatore professionista per 20 anni, si è ritirato nel 2008 dopo aver difeso la porta del Valencia per ben 10 anni e prima ancora quella del Real Madrid per 4. Anche 46 presenze nella Nazionale spagnola per lui, ma prima dello storico trittico Europeo-Mondiale-Europeo dal 2008 al 2012. Poi il ritiro, proprio nel 2008, e una “seconda vita” da conduttore televisivo per il programma ‘El Dia Despues’. Ma quest’anno Cañizares ha affrontato la prova più dura di tutte: la morte di suo figlio Santi per una brutta malattia.

Cañizares racconta la morte di suo figlio: “La fede mi ha aiutato”

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Santiago Canizares (Getty Images)

A distanza di tre mesi Santiago Cañizares ritrova la forza di parlare e racconta quei terribili momenti in un’intervista alla testata argentina Radio Villa Trinidad: “Sono cose che non si credono possibili finché non si vivono. Santi era nato sano, ma a tre anni e mezzo, da un giorno all’altro, si è ammalato ed ha iniziato a stare male. Abbiamo lottato per 15 mesi, ma purtroppo era un tipo di malattia che non dà scampo”. La forza Cañizares l’ha trovata nella religione, che lo ha aiutato tantissimo: “La fede mi ha aiutato, sono cattolico e non credo ai castighi divini, ma penso che Dio ci possa voler dare delle lezioni importanti. Forse avevo bisogno di una simile lezione di umiltà, da padre di una famiglia così numerosa. Lotto ogni giorno per i miei figli, ma non posso negare che convivo con un dolore enorme, che Santi mi manca tantissimo”. Poi un pensiero davvero molto profondo: “Ho sempre avuto timore della morte, ma adesso dico che non ho più paura e sarò felice quando succederà, perché potrò riabbracciare Santi”.