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Arrestata a Washington l'attrice premio Oscar Susan Sarandon
(Gettyimages)

L’attrice Susan Sarandon è stata arrestata a Washington per aver partecipato ad una manifestazione contro la tolleranza zero sull’immigrazione dell’amministrazione Trump.

Da sempre molto attiva nelle proteste contro le diseguaglianze sociali e le violazioni dei diritti Susan Sarandon ha partecipato lo scorso giovedì ad una manifestazione contro la politica di tolleranza zero sull’immigrazione e la decisione di separare le famiglie messicane e centro americane approdate clandestinamente negli USA, applicata dall’amministrazione Trump. L’attrice è stata arrestata brevemente insieme ad altre 500 donne e poi rilasciata.

A darne notizia è la stessa Sarandon con un tweet in cui ha scritto: “Arrestata. Rimango forte. Continua a lottare #donnetrasgressive”. L’arresto è stato motivato dal fatto che la manifestazione era illegale (probabilmente le donne non avevano ricevuto l’autorizzazione a manifestare), ma dopo il fermo l’attrice è stata rilasciata. Parlando della manifestazione, su Twitter la celebrità scrive: “Una azione potente, bella, con centinaia di donne che chiedono la riunificazione delle famiglie separate dalla politica immorale”, quindi aggiunge una foto della manifestazione che la vede protagonista che commenta dicendo che la democrazia assomiglia a quello che si vede nello scatto.

La coscienza civile di Susan Sarandon: l’attrice era già stata arrestata per una manifestazione

Sin dalla sua giovinezza Susan Sarandon si è interessata delle lotte sociali: nel 1968 ha partecipato alle proteste contro la guerra in Vietnam ed in favore dei diritti civili. Nello stesso anno ha partecipato ad una convention del partito Democratico schierandosi in favore degli studenti che in quei giorni lottavano per i propri diritti. Il suo impegno a fianco dei più deboli è continuato per tutta la vita e nel 1999 fu arrestata una prima volta per aver partecipato ad una manifestazione a New York contro la polizia, dopo l’uccisione di un teenager americano. Lo scorso anno ha partecipato ad una manifestazione in North Dakota contro la costruzione di un oleodotto che passava sopra il territorio di una riserva indiana Sioux. Sebbene adesso sia giunto anche il secondo arresto, l’attrice e motivata a continuare le sue proteste e presto potrebbe scendere nuovamente in strada al fianco dei più deboli.