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festival di yulin

In Cina, precisamente nella città di Yulin, viene organizzato il Festival della carne di cane. Un autentico massacro per migliaia di animali indifesi

Yulin è una città della provincia meridionale del Guangxi, in Cina. Nel 2009, con l’intenzione di incentivare il turismo, ha deciso di organizzare il Festival della carne di cane. Si tratta di un evento che ha scatenato polemiche da parte degli animalisti di tutto il mondo. Si celebra in occasione del solstizio d’estate del 21 giugno e durante la giornata vengono uccisi, cucinati e mangiati cani. I cani vengono rinchiusi per giorni, ammassati in gabbie piccolissime con i musi legati con delle corde per evitare che si azzannino tra loro. Per lasciare la carne più morbida vengono bolliti mentre ancora respirano. Il motivo di questo massacro nasce dall’idea che la carne di cane è ritenuta fonte di salute, fortuna e vigore sessuale. Un festival macabro che ha dato vita a numerose iniziative e petizioni. Quest’anno in particolare milioni di utenti hanno espresso il proprio disappunto con petizioni e iniziative. Scelte che hanno convinto anche tantissimi cinesi, infatti almeno undici milioni di abitanti hanno firmato una petizione presentata per interrompere e cancellare il festival.

Festival di Yulin, le iniziative per fermare il massacro

“E’ stato straziante vedere i cani ammucchiati nelle gabbie che ansimavano per il caldo. Abbiamo dato loro dell’acqua. Uno di loro, isolato, ha mosso la coda quando gli ho rivolto la parola. E’ stata un’emozione salvarli”, dice il direttore di Humane Society International, Adam Parascandola. Un nuovo sondaggio condotto da Horizon e commissionato dal gruppo China Animal Welfare Association in collaborazione con Hsi e Avaaz, ha rivelato che il 64% dei cinesi vuole la chiusura del festival, il 51,7% sostiene che il commercio di carne di cane dovrebbe essere completamente abolito, il 62% pensa che danneggi la reputazione della Cina, il 69,5% afferma di non aver mai mangiato carne di cane. L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che questo tipo di carne aumenta di 20 volte il rischio di colera. Spesso sono malati, tanto che, secondo il Ministero della Sanità cinese, nel Paese ogni anno muoiono tra le 2.000 e le 3.000 persone per aver contratto il virus della rabbia. Proteste davanti alle sedi diplomatiche anche a Roma e Milano, dove centinaia di animalisti hanno chiesto di “fermare la strage”