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Claudio Pinti
Claudio Pinti (immagine diffusa dalla PS)

Ancona: la Polizia di Stato diffonde la foto del sospetto untore, che si chiama Claudio Pinti, lanciando un appello a chi è entrato in contatto con lui.

La Polizia di Stato ha divulgato la foto e le generalità dell’untore di Ancona, ovvero del giovane che avrebbe contagiato diverse persone con il virus HIV tramite rapporti non protetti. I suoi dati sono stati diffusi per esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato. Il sospetto untore si chiama Claudio Pinti e ha 36 anni. La sua vicenda ricorda da molto vicino quella di Valentino Talluto, un romano accusato di aver avuto decine di rapporti non protetti e di recente condannato.

L’appello della Polizia alle vittime dell’untore

Nel caso di Claudio Pinti si parla di circa duecento rapporti non protetti, quindi la Polizia di Stato, diffondendo la sua foto, spera di risalire alle potenziali vittime dell’untore. Questo l’appello diffuso: “Chiunque fosse in possesso di notizie utili, è pregato di contattare con urgenza personale della Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ancona, negli orari mattina o pomeriggio al numero 0712288595”.

Dalle indagini sarebbe finora emerso come Claudio Pinti fosse consapevole del suo stato di salute. Questa la ragione per la quale è da ritenersi responsabile a titolo di dolo di non aver adottato le necessarie precauzioni per evitare il contagio alla vittima, non rendendola edotta del suo stato di salute. Le forze dell’ordine anche per tale ragione sono sulle tracce di probabili partner potenzialmente contagiati. Così hanno posto sotto sequestro computer, tablet, telefonini e supporti informatici, dal momento che l’uomo utilizzava soprattutto “chat” per avere nuove frequentazioni.

Nonostante i risultati delle analisi, inoltre, rifiutava di considerarsi malato affermando di ritenersi un negazionista dell’esistenza di tale malattia. Il profilo che è emerso di Claudio Pinti è quello di una persona cinica, un giovane uomo che non è chiaro per quale ragione ha commesso qualcosa che se confermato sarebbe terribile.

A cura di Gabriele Mastroleo