CONDIVIDI
Chi è Giovanni Tria, nuovo ministro dell'Economia
(Websource)

Scopriamo chi è Giovanni Tria, il nuovo ministro dell’Economia.

Il grande nodo da sciogliere per la formazione di un nuovo governo politico è stata la nomina del ministro dell’Economia. Per superare lo stallo Paolo Savona è stato sostituito questo pomeriggio con Giovanni Tria, indicato dallo stesso professore scartato come suo sostituto. Nato a Roma il 28 settembre del 1948, nel 1971 si è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. In seguito ha svolto il ruolo di co-direttore del Master in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale all’Università di Tor Vergata, è stato direttore del Ceis (Center in Economics and International Studies) ed è titolare della Cattedra di Economia dell’Università di Tor Vergata da diversi anni, della quale è diventato anche preside della facoltà di Economia. A livello parlamentare la sua unica esperienza è quella con il gruppo di lavoro istituito da Forza Italia nel 2005 in qualità di esperto.

Le idee economiche di Tria

Insomma il curriculum di Giovanni Tria è quello di un professore universitario, si tratta quindi di un ministro tecnico che al momento non ha esperienza in politica, quantomeno a livello governativo. Per quanto riguarda le sue idee politiche, sul piano europeo è molto vicino alle posizione del tanto vituperato Savona. In una dichiarazione recente, infatti, si è dichiarato d’accordo con questo e con La Malfa nell’affermare che la Germania dovrebbe uscire dall’Euro per ristabilire equilibrio economico nell’eurozona. La Malfa, infatti, aveva sostenuto che per rispondere a chi sosteneva l’ineluttabilità dell’uscita del nostro Paese dall’UE: “Il governo italiano dovrebbe reagire, sostenendo che è la Germania che dovrebbe uscire dall’euro perché il suo surplus della bilancia commerciale non è compatibile con il regime di cambi fissi che vige nell’eurozona”, una frase che il neo ministro dell’Economia aveva commentato in questo modo: “Un’analisi economica seria,e non una battuta di politici anti-euro”.

Per quanto riguarda invece la politica economica interna, Tria è d’accordo con l’applicazione della Flat Tax, ma non con il reddito di cittadinanza. La misura proposta in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle sarebbe secondo il professore semplicemente un “indennità di disoccupazione rafforzata” poiché estesa magari anche chi è alla ricerca di un primo lavoro. Molto positivo, invece, il suo commento sulla flat tax, giudicata una misura di alleggerimento fiscale necessaria per un processo di crescita.