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processo Ruby
Il processo Ruby (Getty Images)

Al processo Ruby bis confermate le condanne per Emilio Fede e Nicole Minetti

Arrivano delle novità dal processo Ruby bis. Dopo due ore e mezza di camera di consiglio, i giudici d’appello della terza sezione penale di Milano hanno confermato le condanne per Emilio Fede e Nicole Minetti, ma hanno alleviato le pene che gli erano state comminate nel primo grado del processo Ruby. L’ex direttore del Tg4 è stato condannato a quattro anni e sette mesi di reclusione, mentre per l’ex consigliera regionale della Lombardia sono stati assegnati due anni e 10 mesi. Sotto esame i fatti relativi al famoso ‘bunga bunga’ di Arcore, che coinvolse anche la allora diciassettenne ballerina marocchina Ruby rubacuori, al secolo Karima El Mahroug.  Il collegio presieduto dal giudice Arturo Soprano ha di fatto confermato l’impianto accusatorio, anche se ha alleggerito le pene.

Nell’annullamento con rinvio della sentenza d’appello da parte della Cassazione, la difesa aveva sostenuto che ci fosse “un vuoto motivazionale”: secondo gli avvocati, infatti, la Corte non aveva spiegato “in concreto” le condotte contestata agli imputati nonostante “la meticolosità con la quale si è soffermata sui concetti generali in tema di prostituzione, induzione e favoreggiamento”. Nell’appello del processo principale, Silvio Berlusconi era stato assolto dalle accuse di concussione e prostituzione minorile. Fu condannato invece a 7 anni Lele Mora, l’agente dei Vip, comprensivi anche della pena per la bancarotta della sua società LM Management.

Cos’è il processo Ruby, che ha messo nei guai Berlusconi, Fede e Minetti

I fatti del processo Ruby sono risalenti al 2010, quando la allora diciassettenne marocchina Karima El Mahroug (nata il 1 novembre 1992), detta Ruby Rubacuori, fu accompagnata in Questura a Milano perché sospettata di furto e priva di documenti di riconoscimento. Intervenne l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che chiese che Ruby fosse affidata a Nicole Minetti. Un’azione che lo portò poi ad essere indagato per concussione, in quanto, secondo l’accusa, abusò del suo potere politico per fare pressione sui funzionari della Questura di Milano per il rilascio di Ruby, accusata poi anche successivamente di prostituzione minorile per alcuni festini che si sarebbero tenuti nella villa di Arcore dello stesso Berlusconi.