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tragedia sulle Alpi

Sale il bilancio dei morti nella tragedia sulle Alpi svizzere: sono tutti italiani

Continua a salire il bilancio dei morti dopo la tragedia sulle Alpi verificatasi fra domenica e lunedì nella zona della Pigna d’Arolla, Alpi svizzere. Un gruppo di 14 scialpinisti sulle Alpi Svizzere è rimasto bloccato fra i ghiacci per una nottata intera e sono stati salvati il giorno dopo. Ma per alcuni di loro era troppo tardi: quattro persone, tutte italiane, erano già morte o sono morte mentre venivano soccorse, molti altri soffrivano di ipotermia e sono stati trasportati in diversi ospedali, nel Vallese e nei cantoni limitrofi. Cinque feriti gravi, ma la notizia che arriva in queste ore dalla Farnesina aumenta la portata della tragedia sulle Alpi. Ci sarebbe un quinto morto, italiano anche lui, che si va aggiungere alle quattro vittime già accertate.

Sono Marco Castiglioni di Como, guida esperta che accompagnava il gruppo, e gli escursionisti di Bolzano Elisabetta Paolucci, Marcello Alberti e Gabriella Bernardi, marito e moglie, entrambi 53enni. E il bilancio, purtroppo, potrebbe aggravarsi ancora.

Tragedia sulle Alpi: chi erano le persone coinvolte

Un dramma terribile, quello che si è verificato sulle Alpi svizzere. Tutti gli scialpinisti coinvolti erano escursionisti esperti e appassionati, non era certo la prima volta che si cimentavano in un’impresa del genere. Eppure sono stati sorpresi dal gelo e sono stati costretti a passare la notte fuori, con conseguenze imponderabili e un finale davvero tragico. Elisabetta ‘Betti’ Paolucci, ad esempio, era un’insegnante a riposo per un anno. Voleva approfondire gli studi e coltivare la sua grande passione: le escursioni in montagna e in barca a vela. Marcello Alberti invece era un commercialista molto noto a Bolzano e insieme a sua moglie Gabriella viveva quest’hobby con grande coinvolgimento. C’è poi uno dei superstiti, Tommaso Piccioli, che racconta all’Ansa il suo dramma personale e come si è salvato: “Adesso sto bene, sono stato appena dimesso dall’ospedale”. Suo padre, Stefano, racconta invece cosa ha detto a loro quando li ha chiamati: “Mi ha detto che stava bene, che era successa una cosa gravissima e che se l’era cavata soltanto grazie all’esperienza”. Esperienza che purtroppo non è bastata agli altri escursionisti morti sulle Alpi, che non sono riusciti a resistere al grande freddo.