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tutor autostrade
(licenza CC-BY-SA-3.0)

Una sentenza contro i tutor sulle autostrade, che vanno rimossi subito in quanto violano il brevetto depositato da una piccola azienda.

Il verdetto non lascia spazio a interpretazioni: i cosiddetti tutor esistenti sulla rete di “Autostrade per l’Italia” vanno rimossi. Il motivo? Violano un brevetto che è stato registrato da una piccola azienda, la Craft di Greve in Chianti. Così, al termine di un lungo braccio di ferro tra Davide e Golia, l’ha spuntata il primo. L’oggetto del contendere era il sistema che serve a incastrare chi non rispetta i limiti di velocità tra due punti. La società che gestisce la quasi totalità delle autostrade italiane avrebbe in sostanza “rubato” il brevetto alla Craft e per questo oggi è arrivata la condanna da parte della Corte d’Appello di Roma.

Cosa dice la sentenza contro Autostrade per l’Italia?

Autostrade per l’Italia è stata condannata per “contraffazione di brevetto” per aver sfruttato in modo indebito le altrui scoperte, al termine di un contenzioso iniziato nel 2006. L’azienda ora “astenersi per il futuro dal fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema in violazione del brevetto”. Ma non solo. Ogni giorno che passerà, in caso di mancata rimozione dei sistemi tutor, dovranno essere versati 500 euro alla Craft, azienda fondata fondata da un ex tecnico della Galileo Romolo Donnini, assistito dal professor Vincenzo Vigoriti e dall’avvocato Donato Nitti, che però non ha diritto ad alcun indennizzo immediato. La società che gestisce la rete autostradale italiana ha però una carta in mano per risolvere la situazione a proprio vantaggio: acquistare subito il brevetto e poter così mantenere l’attuale sistema tutor sulle proprie direttrici. Nel frattempo, Autostrade per l’Italia annuncia ricorso in Cassazione e spiega che il servizio non verrà sospeso, ma verrà regolarmente corrisposta la sanzione da 500 euro prevista dalla sentenza, “per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione e evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale”.

Come funziona il sistema tutor?

Autostrade per l’Italia ricorda ancora che la sentenza odierna “riconosce che non c’è stato alcun arricchimento”, poiché non avrebbe ottenuto “alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft”. Anche per tale ragione, dunque, i giudici non hanno previsto “alcun indennizzo a beneficio di Craft per l’utilizzo del sistema”. Al contrario dell’Autovelox, che rileva la velocità istantanea al passaggio davanti alla telecamera, il sistema tutor prende invece in considerazione due punti di rilevamento, rilevando la targa dell’automobile al primo punto e inviandola a un elaboratore, che quando il mezzo arriva al secondo punto calcola la velocità media, che non deve eccedere i 130 km/h. Nel 2015 la Cassazione aveva respinto il ricorso di Autostrade che sosteneva la nullità del brevetto Craft, così la decisione era stata rimandata in Appello e oggi è arrivata questa sentenza storica. Da parte sua, invece, Autostrade per l’Italia ritiene che le proprie ragioni “sono state riconosciute fondate da quattro precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio”.

A cura di Gabriele Mastroleo