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do not disturb
Do not disturb / Non disturbare (iStock)

Il cartellino “do not disturb / non disturbare” che si appende alla maniglia della porta delle stanze di albergo, quando non si vuole essere disturbati dal servizio di pulizie, sta scomparendo dagli hotel degli Usa. Per un motivo ben preciso.

Cartellino “Do not disturb” eliminato

La novità potrebbe non piacere a molti, ma se vi recate in viaggio negli Stati Uniti potrete essere sorpresi dal non trovare più nella vostra stanza d’albergo il classico cartellino “Do not disturb, quello che si appende alla maniglia della porta quando desiderate o avete bisogno di restare tutto il giorno in camera e non volete essere disturbati dal servizio di pulizie.

D’ora in avanti negli Usa avrete solo il cartellino “Room Occupied“, camera occupata, per avvisare il personale di servizio che nella stanza c’è qualcuno, negli orari delle pulizie, ed evitare spiacevoli imbarazzi, qualora qualcuno del personale dovesse entrare improvvisamente.

Anche se il cartellino “Room Occupied” di fatto sostituisce quello di “do not disturb”, è chiaro che la finalità è diversa. Non potrete occupare più la stanza per tutto il tempo che vorrete, anche rinunciando alle pulizie giornaliere. Come avveniva prima. Chi vorrà o avrà bisogno di stare tutto il giorno in camera, per diversi motivi, dovrà avvisare in anticipo la reception e offrire una qualche forma di spiegazione insieme ad una serie di garanzie. In ogni caso non potrà rimanerci per giorni interi e il personale potrà fare un controllo una volta al giorno.

Limitazioni che per molti saranno pesanti. Pensiamo agli sposini in luna di miele o a chi viaggia per lavoro e lavora nella stanza d’albergo.

Il motivo, però, è presto spiegato, anche se gli hotel Usa non hanno fornito alcuna motivazione ufficiale in merito: evitare quello che è successo con la strage di Las Vegas del 1° ottobre 2017. In quell’occasione il killer si chiuse per giorni nella sua stanza di albergo, con un vero e proprio arsenale di armi da fuoco: 47 tra pistole e fucili d’assalto, contenuti in 10 valigie, portate nella stanza di albergo con diversi viaggi. L’assassino, Stephen Paddock, aveva preso una camera al 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel di Las Vegas il 28 settembre, tre giorni prima della strage, durante i quali aveva riempito la sua stanza di armi facendo avanti e indietro con le valigie. Nessuno, incredibilmente, aveva notato nulla di strano, nessuno si era accorto dell’arsenale che l’uomo aveva portato in camera: il killer aveva appeso fuori dalla porta il cartellino “Do not disturb“. Così nessuno era entrato per fare le pulizie nella stanza. Questa è stata la giustificazione dello staff dell’hotel.

La sera del 1° ottobre, Stephen Paddock ha sparato dalla finestra della sua stanza di albergo al pubblico radunato per un concerto country, proprio sotto l’hotel. Il bilancio è stato di 58 morti e 489 feriti, la strage da armi da fuoco più grave degli Stati Uniti. Il killer si è suicidato. Tutto è avvenuto all’interno della sua stanza di hotel, senza che i gestori si accorgessero di nulla.

Per evitare che episodi del genere si verifichino di nuovo, gli albergatori Usa hanno deciso di sacrificare la privacy dei loro clienti, in nome della sicurezza.

Dopotutto, visto che negli Usa la circolazione delle armi non viene regolamentata, da qualche altra parte si doveva intervenire per garantire la sicurezza degli stessi clienti. Il provvedimento di eliminazione del cartellino “Do not disturb”, tuttavia, non è stato annunciato pubblicamente, ma adottato di fatto, senza proclami, sostituendo i vecchi cartellini con i nuovi di “Room Occupied”.

I primi hotel ad eliminare il “do not disturb” sono stati proprio quelli di Las Vegas, con l’introduzione di nuove norme di sicurezza già dallo scorso ottobre, seguiti poi da tutti gli hotel Hilton del Nevada. La misura si sta progressivamente estendendo al resto degli Stati Uniti.

Anche la Disney con i suoi hotel in Florida. ha adottato il cartellino “Room Occupied”. Non solo, il colosso del divertimento si è spinto oltre aggiungendo il seguente avviso: “The Disney Resort hotel e il suo staff si riservano il diritto di entrare nella tua stanza per manutenzione, sicurezza o qualsiasi altro scopo, anche quando il cartello ‘Room Occupied’ è visualizzato”. Una misura che sarà presto estesa anche agli hotel in California della multinazionale. La reazione dei clienti di Disney però è stata negativa, con reclami e mail di protesta per la violazione della privacy.

L’eliminazione dello storico cartellino “do not disturb” potrebbe presto estendersi al resto del mondo. In Italia i responsabili delle principali associazioni alberghiere fanno sapere che, cartellino o no, dopo molte ore di silenzio dal cliente chiuso in stanza è buona norma fare un controllo.

Valeria Bellagamba