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Istock by Getty Images

Che la pizza sia un piatto straordinario e amatissimo da noi italiani, non è una novità. Ora però anche l’Unesco ha riconosciuto l’unicità di questo piatto e con un cinguettio su Twitter ha annunciato l‘inserimento dell’arte del pizzaiolo napoletano nella lista dei patrimoni culturali dell’umanità. Un patrimonio immateriale, certo, ma comunque degno di nota e di riconoscimento. A deciderlo, come dicevamo, è stato il consiglio dell’Unesco riunito nella Corea del Sud che ha dichiarato che l’arte del “pizzaiuolo” porta con sè la conoscenza della ricetta unica della pizza, ma anche tutto un mondo fatto di canzoni, gesti, espressioni, gergo e capacità di esibirsi con l’impasto della pizza. Tutto questo porta ad un patrimonio culturale che non va dimenticato o sottovalutato.

La gioia per questo riconoscimento ha coinvolto tutta Italia e l’hashtag #PizzaUnesco che ha impazzato in questi giorni per spingere la decisione del consiglio in senso positivo ora è diventato realtà. “Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre piu’ tutelata nel mondo” ha scritto su Twitter il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

Quanto amiamo la pizza?

Ogni mese, secondo un rapido calcolo de  La Repubblica, i maestri pizzaiolo sfornano 192milioni di pizze e, per la maggior parte dei consumatori, la bravura del pizzaiolo fa la differenza visto che la base sono ingredienti poveri come acqua e farina: tutto sta in quel know-how che dicevamo prima, il gesto, l’arte, l’impasto… questo amore nella cucina della pizza fa la differenza.

Tutti mangiano la pizza. Non solo gli italiani che in media ne divorano 7,6 chili all’anno quindi più o meno 38 pizze a testa, ma anche nel resto del mondo: Francia, Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti ne consumano grandi quantità (anche se non è proprio come quella napoletana!).

Tutto questo amore per la pizza porta con sè però ovviamente dei rischi: la minaccia di svalutare il prodotto usando alimenti non bio o provenienti da “agro-piraterie” è veramente molto diffuso. Si spera quindi che con questo risultato dell’Unesco, tutti capiscano l’importanza di questo prodotto e si lotti contro la contraffazione cercando di preservare la pizza originale, realizzata con pomodori e mozzarelle nostrane non orribili alimenti surgelati provenienti da chissà quale parte del mondo.

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