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foto delle vacanze su facebook
Facebook schermata (iStock)

Una abitudine ormai molto diffusa è quella di pubblicare le foto delle vacanze su Facebook. Chi è che non lo fa? Pochi. Desiderosi di condividere i momenti più belli con gli amici o mostrare con un po’ di vanità i posti bellissimi visitati, questa è diventata ormai una consuetudine irresistibile. Tutti sappiamo, però, o dovremmo sapere, che quando si pubblicano contenuti personali, soprattutto foto e video, su un social network come Facebook bisogna fare molta attenzione. Immagini imbarazzanti o poco edificanti potrebbero nuocere alla nostra immagine, soprattutto se sono accessibili a datori di lavoro attuali o futuri. Dovremmo essere noi per primi a fare attenzione e usare le dovute accortezze.

Il desiderio di apparire, mostrare e condividere è però così forte che nessuno sa resistere, nemmeno gli assenteisti dal lavoro o i criminali latitanti, con la conseguenza  di consegnarsi loro direttamente nelle mani delle forze dell’ordine. Casi di questo genere se ne sono verificati diversi in questi anni, l’ultimo è recente e riguarda un pericoloso criminale che è stato trovato proprio grazie alle foto delle sue vacanze che incautamente aveva pubblicato su Facebook.

Posta foto delle vacanze su Facebook: latitante arrestato

Quando una persona è un pericoloso criminale latitante, fa di tutto per nascondersi e non lasciare tracce dietro di sé. Il suo obiettivo principale, infatti, dovrebbe essere quello di non farsi catturare dalla polizia, soprattutto quando si è ricercati in più Paesi. Di fronte alla vanità del palcoscenico di Facebook e alla smania irrefrenabile di condividere le foto dei posti visitati, però, non c’è paura della polizia che tenga. Capita così che anche i più pericolosi e violenti criminali cadano in questa debolezza e finiscano con il farsi arrestare.

È quello che è successo ad un pericoloso latitante cileno, ricercato per rapina in tutta Europa e catturato dalla polizia a Milano dopo aver postato le foto delle vacanze su Facebook. Un vero genio del crimine.

Il latitante, un uomo di 42 anni era attivo da tempo, a capo di una banda di rapinatori sudamericani che ha seminato il terrore in Spagna dal 1996 al 2005. In un assalto ad una villa a Madrid nel 2005, la banda aveva perfino minacciato di morte con un machete una bambina di 10 anni. Prima ancora, nel 1996, la banda aveva investito e ucciso un poliziotto spagnolo durante un inseguimento. Un gruppo di criminali molto pericolosi. Il latitante cileno era ricercato in tutta Europa per scontare una condanna a 18 anni di carcere.

Il latitante, nel frattempo, si era trasferito a Milano, e nel marzo del 2016 era stato arrestato con due connazionali per il furto di una ingente quantità di capi di abbigliamento presso il deposito di un noto marchio di moda. Dopo l’arresto, tuttavia, aveva ottenuto gli arresti domiciliari e si era dileguato. A quell’epoca, infatti, non era stato ancora emesso il mandato di cattura europeo.

La polizia di Milano non ha smesso di cercarlo, soprattutto dopo aver ricevuto il mandato di cattura europeo. Gli agenti sono riusciti a rintracciare la compagna del latitante e ad individuare la casa dove il criminale si nascondeva, un appartamento nella zona di Lambrate. Ad agevolare le ricerche è stata anche l’imprudenza dell’uomo, che nonostante sapesse di essere ricercato postava le foto delle vacanze su Facebook, vacanze che aveva fatto tranquillamente in giro per l’Italia. Aveva avuto almeno l’accortezza di utilizzare un altro nome sul social network, ma questo ovviamente non è bastato. Una foto in cui si è riconoscibili è sempre una prova. La vanità gli è stata fatale.

Venerdì scorso, dopo una serie di appostamenti, la polizia lo ha bloccato e arrestato mentre usciva di casa.

VIDEO: l’arresto del latitante cileno a Lambrate