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In questo paese i morti camminano a fianco ai vivi -VIDEO

domenica, 16 aprile 2017


Il culto dei morti svolge un ruolo centrale in tutte le popolazioni del pianeta: c’è un luogo però dove i defunti continuano a vivere con i vivi anche a distanza di anni. Non parliamo di una ‘permanenza’ metaforica: la salma del defunto viene vestita, lavata e portata in processione anche anni dopo il decesso. Succede nei remoti altopiani nel sud dell’isola indonesiana Sulawesi, situata tra il Borneo e le isole Molucche. I protagonisti di questa vicenda sono i membri della popolazione dei Aluk To Dolo.

Per anni, questa etnia ha vissuto in isolamento totale ed ha mantenuto intatte alcune pratiche relative al culto animista denominato Aluk To Dolo, che di fatto suddivide il mondo in sotterraneo (dei morti), superiore (Paradiso) e terrestre.

Nella cultura Toraja, il rito funebre svolge un ruolo centralissimo: è l’evento più costoso di tutti ed elaborato, e viene realizzato al fine di assicurare che l’anima del defunto raggiunga la terra di Puya situata, secondo il culto, da qualche parte negli altipiani. Una volta che l’anima raggiunge la meta, essa potrà continuare a svolgere una vita normale, avvalendosi dei beni che verranno offerti durante il funerale; oppure potrà scegliere di continuare il viaggio nel mondo superiore dove diventerà divinità.

Le anime che purtroppo non riescono a raggiungere la meta, diventeranno Bombo, ovvero spiriti cattivi che minacceranno gli abitanti del mondo terrestre: questa eventualità è destinata a coloro che non possono permettersi una degna sepoltura.

La morte per questa civiltà ha un significato diverso rispetto alle connotazioni occidentali: non si tratta infatti di un evento improvviso ma di un processo graduale; una persona deceduta non è morta ma addormentata, e muore solo quando il rituale funebre è concluso.

Tale rito può essere fatto anche dopo alcuni mesi o anni dalla morte effettiva: dipende dalle tempistiche necessarie alla famiglia per reperire il denaro per finanziare l’avvenimento. Nell’attesa il corpo del defunto viene mummificato con la formaldeide e conservato nella casa natale dove viene trattato come un ‘vivo’ addormentato.

Non è tutto: il rapporto dei Toraja con i loro morti non è finito. Ogni anno infatti, ad Agosto, ha luogo la cerimonia chiamata Ma’Nene, in cui i cadaveri vengono riesumati, lavati, pettinati e vestiti con abiti nuovi. Una volta preparate, le salme vengono portate in giro per il villaggio in mezzo alla popolazione, che entusiasta scatta anche delle foto ricordo.

Alla fine di questa processione d’onore, la salma viene seppellita per la seconda ed ultima volta. A guardia del corpo viene messa una effige che ritrae il defunto: da lì inizia il vero eterno riposo per il morto.

di Lorenzo Ceccarelli

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