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Mamma ho perso l’aereo! Il dettaglio nascosto: ecco perché non parte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:27
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mamma-ho-perso-l-aereoE’ capitato a tutti. E se ancora non vi è capitato, non temete prima o poi sarà il vostro turno, d’altronde fa parte del DNA di ogni viaggiatore. Cosa? Perdere il volo. Arrivare tardi all’aeroporto, dimenticarsi il biglietto, perdere del prezioso tempo al controllo sicurezza, distrarsi fra i negozi del duty free e non accorgersi che nel frattempo il gate ha chiuso. I motivi per perdere un aereo sono innumerevoli e le conseguenze solitamente poco piacevoli (bisogna ripagare il biglietto, aspettare ore e via discorrendo…).

Ma il più famoso a perdere un aereo è stato McCaculay Culkin nel film cult degli anni ’90 ‘Mamma, ho perso l’aereo’. L’allegra famiglia McCallister parte per le vacanze di Natale, ma ‘dimentica’ a casa il piccolo della famiglia che vivrà avventure di ogni tipo nella sua improvvisata solitudine.

Un film che puntualmente viene riproposto alla tv, ma questa volta, se vi capita di rivederlo, non fatevi sfuggire un particolare che i francesi del sito Konbini hanno invece notato e che – diciamolo – riabilita la figura dei due genitori degeneri in grado di dimenticare un figlio a casa.

Il dettaglio è il seguente: durante la caotica cena, inavvertitamente il padre del piccolo Kevin butta nella spazzatura la carta d’imbarco del figlio. Motivo per il quale il giorno dopo al gate quando la madre consegna i biglietti non ne avanza nessuno, quindi non aveva un motivo in più per accorgersi – sì, certo ogni tanto uno sguardo a tuo figlio lo dai, ma suvvia è pur sempre un film – dell’assenza del piccolo Kevin.

bigliettokevin
Il particolare del biglietto nel cestino

 

 

 

 

Una scena del film ‘Mamma, ho riperso l’aereo!Mi sono smarrito a New York’. (Sì, lo perde due volte l’aereo!)

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.