Natale | Alberi di Natale nel mondo. Da San Pietro ad Abu Dhabi

L'Albero di Abu Dhabi: valore 11 milioni di dollari

ALBERI DI NATALE CURIOSITA’ NEW YORK / ROMA – Albero o presepe? Diatriba lunga secoli. C’è chi preferisce il semplice abete, chi invece si improvvisa artista e sceneggiatore di una natività costruita con muschio e statuine made in China. Fuori dalle mura domestiche il presepe riceve da sempre le attenzioni degli artisti (quelli veri) e degli artigiani, che con materiali di ogni tipo danno vita a splendide e suggestive rappresentazioni della natività. E l’albero di Natale? Schiacciato dall’arte del presepe, non si è dato per vinto  grazie alla sua capacità di sintesi dello spirito del Natale. Qualche pallina, un filo d’argento, delle lucine et voilà, ecco a voi, il gioco è fatto.

Ogni piazza, ogni città ha il suo albero di Natale che rispecchia lo stile e la vita di quel Paese. A New York al Rockfeller Center c’è uno scintillante albero, altissimo, enorme e abbondantmente addobato (12 mila luci), che è diventato il simbolo del Natale della Grande Mela. A Roma, a Piazza San Pietro c’è il grande Albero di Natale del Vaticano: ogni anno un Paese del mondo dona alla Chiesa uno dei suoi abeti migliori. Quest’anno viene da Luson, vicino Bolzano ed è alto quasi 34 metri. Decorato con sobrietà si fa portatore di un evangelico messaggio. Nella ricchissima Abu Dhabi hanno allestito quest’anno l’albero più sfarzoso del mondo (è già nel Guinness dei primati). Addobbato con 181 preziosi (fra diamanti, zaffiri e smeraldi) vale 11 milioni di dollari. Poi c’è l’albero dove non ti aspetti. Come quello davanti alla moschea Muhammad al-Amin di Beirut. E quello suggestivo, e qui te lo aspetti, davanti all’abbazia di Westminster o quello barocco della Galleria La Fayette di Parigi. E poi ci sono quelli minimalisti o quelli stesi su un fianco della montagna (come quello di Gubbio).

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.