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Colpo di Stato in Turchia: perchè lo hanno fatto?

sabato, 16 luglio 2016

People react towards a Turkish solder at Taksim square in Istanbul on July 16, 2016.  Turkish military forces on July 16 opened fire on crowds gathered in Istanbul following a coup attempt, causing casualties, an AFP photographer said. The soldiers opened fire on grounds around the first bridge across the Bosphorus dividing Europe and Asia, said the photographer, who saw wounded people being taken to ambulances.  / AFP / HALIT ONUR SANDAL        (Photo credit should read HALIT ONUR SANDAL/AFP/Getty Images)

(Photo credit should read HALIT ONUR SANDAL/AFP/Getty Images)

Nella serata di venerdì 15 luglio l’esercito è sceso in strada a Istanbul e ad Ankara e ha dichiarato di aver preso il potere. La popolazione è scesa in strada, ha lottato contro i militari mentre il Presidente Erdogan si metteva al sicuro. Nel corso della notte il colpo di stato è stato sventato dalla popolazione.

Potremmo riassumere così ciò che è successo ieri notte in Turchia. Ma molti si saranno chiesti il perchè l’esercito abbia deciso di eseguire un colpo di stato contro Erdogan. Il motivo risiede proprio nell’esercito che si è sempre fatto rappresentante della laicità dello Stato. Già nel 2007 si era detto pronto a intervenire in caso di attività “anti-laiche”.

Il colpo di Stato in Turchia: gli avvenimenti

Così ieri notte, dopo diversi “falsi allarmi”, l’esercito lo ha fatto. Il Primo Ministro Binali Yıldırım ha annunciato che il colpo di stato stava succedendo sul serio. “L’esercito turco ha preso il controllo dell’amministrazione del paese per ristabilire l’ordine costituzionale, i dirtti umani e la libertà, il ruolo della legge e la sicurezza generale che è stata danneggiata” ha dichiarato l’esercito.

Intorno alle 23.25 dalla sede della TV di Stato è stato lanciato l’avviso che al potere ora c’era un “Consiglio di Pace” organizzato dall’esercito contro l’autoritarismo di Erdogan; accusato di non saper gestire il terrorismo.

Aspettiamo qualche ora per sentire la voce del Presidente. Chiamato in diretta su FaceTime, Erdogan ha condannato i golpisti e ha invitato la popolazione a scendere in piazza per riprendersi il Paese e ha accusato il politico Fetullah Gulen. Intorno all’1.30 Erdogan ha annunciato il fallimento del colpo di stato.

Ma è costato caro: si parla di 190 vittime, circa 1100 feriti. Sono oltre 1500 invece gli arresti per i golpisti.

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