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Torna l’ora legale 2016: ecco quando entra in vigore

venerdì, 26 febbraio 2016

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Le giornate si stanno allungando. Il che significa che ci stiamo lasciando alle spalle il lungo inverno (sebbene meteorologicamente ci sarà un colpo di coda, qui le previsioni) e incamminandoci verso l’estate. E assieme alla bella stagione torna anche l‘ora legale.

L’ora legale entrerà in vigore l’ultima domenica di marzo, che quest’anno cade con la Pasqua,  ovvero nella notte fra sabato 26 marzo e domenica 27 marzo 2016 le lancette andranno spostate in avanti di un’ora, dalle 2 alle 3. Quella notte quindi si dormirà un’ora di meno, ma si acquisterà più luce solare nella giornata, risparmiando quindi quell’elettrica. Quell’ora di meno di sonno verrà poi recuperata quando tornerà l’ora solare, ossia il 26 ottobre 2016 quando le lancette verranno spostate indietro.

L’ora legale in Italia è decisa per volere dell’Unione Europea che nel 2010 ha istituito l’ora legale valevole per tutti i Paesi dell’Unione indipendentemente dal fuso orario. Prima di allora era lasciata libera facoltà ad ogni Nazione di organizzare l’orario. L’ora legale fu istituita per la prima volta in Italia nel 1916 in seguito ad una decisione presa dalla Camera dei Comuni in Inghilterra, per risparmiare sull’energia elettrica e far fronte così alle spese di guerra. Nel 1920 fu abolita per poi tornare a fasi alterne fino al 1948 quando venne nuovamente abolita. Nel 1966 si decise di riapplicarla lasciando poi al Presidente della Repubblica l’obbligo di decidere anno per anno se attuarla o meno.

Al giorno d’oggi sono in molti a sostenere l’inutilità del doppio orario e a ritenere che il risparmio di energia elettrica non sia un motivo sufficiente per giustificare una convenzione ormai poco in linea con i nuovi e diversi consumi della società. Terna, però, società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ha reso noto che  tra il 2004 ed il 2007 grazie all’ora legale c’è stato un risparmio di oltre 2,5 miliardi di kilowattora, ossia circa  300 milioni di euro. Il mese che fa risparmiare di più stando ai calcoli di Terna è ottobre, mese inserito nella direttiva Ue del 2010: il risparmio ammonta a 152,3 milioni di kilowattora

 

 

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