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Misure anti terrorismo: i cittadini europei saranno schedati

lunedì, 23 novembre 2015

Controlli in aeroporto (Thinkstock)

Controlli in aeroporto (Thinkstock)

Vanno avanti i controlli e i blitz della polizia a caccia dei terroristi e dei loro complici in Francia e in Belgio, intanto l’Unione europea rafforza le misure di sicurezza contro il terrorismo, con conseguenze che saranno piuttosto pesanti per i cittadini europei. Il giro di vite che ci aspetta renderà ancora più complicato viaggiare, con l’intensificarsi dei controlli, ma soprattutto le forti limitazioni alla libertà personale.

Il trattato di Schengen è stato sospeso, con i controlli ripristinati alle frontiere tra i Paesi europei. I controlli, se si sono resi necessari per catturare i terroristi in fuga, non sembrano aver sortito finora un grande effetto, visto che il pericoloso terrorista del commando che ha messo a segno gli attentati di Parigi del 13 novembre, Salah Abdeslam, se va ancora in giro per l’Europa. I disagi per i cittadini onesti, quelli sì, invece sono assicurati.

Nelle indagini in corso in questi giorni, gli inquirenti hanno ricostruito gli spostamenti di Salah Abdeslam negli ultimi mesi. L’uomo la scorsa estate si è imbarcato con il traghetto da Bari per Patrasso, in Grecia, dove si è recato probabilmente per incontrare dei complici, e ha fatto ritorno, sempre a Bari, pochi giorni dopo. Quindi ha attraversato da sud a nord l’Italia, passando per Padova, per tornare in nord Europa. Salah e i suoi sodali erano già conosciuti dalle forze dell’ordine eppure si sono spostati utilizzando le carte di credito con il loro vero nome e cognome.

L’importante però è limitare i diritti e le libertà dei cittadini. Ora da Bruxelles si viene a sapere che tutti i cittadini europei che si sono recati all’estero saranno schedati al rientro in Europa. Il provvedimento partirà nel prossimo mese e prevede che tutte le informazioni su chi viaggia in aereo vengano inserite in una banca dati per almeno un anno, con l’archiviazione del Pnr (il codice passeggeri).

Lo ha deciso nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri dell’Interno della Ue, riunito d’urgenza a Bruxelles, dopo i fatti di Parigi.

Il Ministro dell’Interno del Lussemburgo Etienne Schneide, ha detto che “ai confini esterni dell’Unione devono essere effettuati immediatamente controlli sistematici e coordinati, anche su cittadini europei che godono della libertà di movimento“. Lo scrive il Corriere della Sera, spiegando che ciò significa che “sarà registrato il passaporto di chi va all’estero e poi rientra, come finora avveniva solo per gli extracomunitari“. Il provvedimento sarà ancora più drastico nei confronti dei migranti che “dovranno essere tutti registrati e fotosegnalati”, ha aggiunto Schneide.

Entro la fine dell’anno, spiega ancora il Corriere, “dovrebbe essere invece operativa la registrazione del Pnr che consente l’accesso anche ai dati sensibili: stato di salute, religione e poi notizie personali sui compagni di viaggio, sui luoghi frequentati a destinazione, sui metodi di pagamento“.

Simili controlli venivano già fatti, ma solo a campione e solo in casi sporadici, ora invece diventeranno la norma.

Le informazioni con i dati sensibili sui cittadini europei saranno archiviate per un anno e l’accesso sarà possibile anche per i voli interni all’Unione europea, consentendo la creazione di una vera e propria “banca” dati per le forze di polizia e intelligence, che potranno così avere ogni notizia in tempo reale.

Il progetto di direttiva europea era stato finora bloccato dalle resistenze di numerosi europarlamentari preoccupati per la violazione della privacy. Adesso, dopo gli attentati di Parigi, le nuove normative europee verranno molto probabilmente approvate in brevissimo tempo.

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