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Viaggiare sicuri: i posti più pericolosi del mondo

venerdì, 20 marzo 2015

viaggiare sicuriL’attentato terroristico nel Museo del Bardo a Tunisi ha fatto scattare l’allarme terrorismo in tanti Paesi del mondo. Il Ministero degli Esteri, attraverso la sezione “Viaggiare Sicuri” segnala i luoghi da evitare per diverse motivazioni, rischio attentati, rivolte civili in atto, avverse condizioni atmosferiche e tutto quello che viene considerato pericoloso per i viaggiatori. Allora meglio consultare il sito del Ministero prima di partire per un viaggio. Scopriamo, ad oggi, quali sono i Paesi considerati a rischio.

Paesi a rischio, ecco quali e perché

Antille Olandesi

Da evitare per la l’alto rischio di contagio del virus “Chikungunya”, una malattia virale caratterizzata da febbre acuta trasmessa dalla puntura di zanzare infette.

Paraguay

Si registrano diversi atti violenti e attentati legati al narcotraffico e sommosse da parte degli agricoltori senza terra (“campesinos” o “carperos”) che chiedono una nuova riforma agraria. Assolutamente da evitare le zone di Concepción, San Pedro, Amambay, Canindeyú e Alto Paraná.

Mali

Ricordiamo che un attentato avvenuto lo scorso 7 marzo in un bar frequentato da turisti nel centro della capitale Bamako ha provocato 5 vittime e diversi feriti. L’ostilità nei confronti di cittadini e interessi occidentali rimane alta per cui si raccomanda ai connazionali di prestare massima prudenza.

Tunisia

Dopo l’attentato al Museo del Bardo e la recente strage sulla spiaggia di Soussa il rischio attentati è molto elevato. Nella città di Tunisi e in tanti altri luoghi considerati bersaglio del terrorismo c’è un grande dispiegamento di forze armate. Sono state anche aumentate le misure di sicurezza sul confine della Libia. Per i connazionali costretti a rimanere in città per motivi di lavoro o di qualsiasi altro genere si raccomanda massima attenzione negli spostamenti.

Bosnia Erzegovina

Le tante perturbazioni cadute lo scorso anno hanno causato alluvioni e smottamenti che hanno messo in ginocchio la viabilità del Paese. Ancora adesso si stanno ripristinando le vie di comunicazione per cui risulta difficile muoversi, soprattutto nelle zone di Cazin, Bihac, Maglaj, Prijedor, Doboj, Gračanica, Bijelina, Srebrenik, Tuzla nonché nei piccoli villaggi delle aree limitrofe, quali Lukavac, Živinice, Topcic Polje per possibili smottamenti. Prestare massima attenzione all’igiene per evitare rischio di epidemie.

Repubblica Democratica del Congo

Nelle Province del Nord e Sud Kivu, nella Provincia Orientale (specie l’area ad est di Kisangani in Ituri), nella parte settentrionale del Katanga ed anche nei pressi di Lubumbashi, nonché nelle aree al confine con il Ruanda, l’Uganda ed il Burundi, si registrano scontri con le milizie armate, per cui si sconsiglia di recarsi in queste zone. Dal Ministero degli Esteri invitano tutti i connazionali a mettersi in contatto con l’Ambasciata italiana a Kinshasa. Diversi gli episodi di micro criminalità da parte degli “Shegue” (adolescenti di strada) e dei “Kuluna” (disadattati senza fissa dimora) che si muovono in bande diffondendo il panico.

Malawi

In linea di massima la situazione è più o meno tranquilla ma, purtroppo, sono in aumento gli episodi di criminalità causati dalla crisi economica del Paese. La Farnesina invita gli italiani a contattare il Consolato Onorario a Lilongwe o con il Vice Consolato Onorario a Blantyre.

Arabia Saudita

Tanti ancora i casi registrati di MERS-CoV, la Sindrome Respiratoria medio-orientale (Mers-CoV – Middle East respiratory syndrome coronavirus infection), una malattia infettiva acuta causata da un ceppo di coronavirus che provoca un alto tasso di mortalità. Sull’intero territorio del Paese non si escludono atti terroristici. Nei mesi scorsi diversi dei cittadini americani, un danese e un canadese sono stati vittime di atti di violenza. Ulteriore rischio per l’ordine pubblico e la sicurezza sono presenti sia nelle zone di confine tra l’Arabia Saudita, lo Yemen, l’Iraq e il Bahrein, sia nelle regioni interne prevalentemente abitate da comunità sciite. Si raccomanda, quindi, massima attenzione negli spostamenti. Per eventuali viaggi di lavoro si consiglia di verificare le generalità dell’azienda. Le autorità Saudite, ad oggi, non rilasciano visti turistici. A tutti gli italiani presenti su territorio saudita di suggerisce di rispettare scrupolosamente le leggi, le usanze e il rispetto del loro credo.

Bahrein

Tanti gli scontri tra cittadini e forze di Polizia a cui si assiste successivamente all’arresto del leader di opposizione, accusato di incitamento alla sovversione. Si raccomanda di adottare la massima cautela e di evitare luoghi di assembramenti o di manifestazioni, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì. Ogni semplice manifestazione di protesta può trasformarsi in una vera guerriglia per la presenza di estremisti. Prestare attenzione anche al nuovo codice della strada, in vigore dall’8 febbraio 2015, che prevede sanzioni molto severe.

Emirati Arabi Uniti

Qui è alto il rischio di attentati terroristici ai danni di istituzioni occidentali e luoghi pubblici gremiti da turisti. Evitare gli assembramenti specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì. Meglio evitare di avvicinarsi, con imbarcazioni da diporto private, nei pressi dellle isole dello Stretto di Hormuz, Tonb e Abu Musa.

Federazione Russa

Le zone del Caucaso del Nord, del Daghestan, della Cecenia, dell’Inguscezia, e nei Distretti del Territorio di Stavropol vicini al confine amministrativo con Daghestan e Cecenia, sono lo scenario di scontri a fuoco tra le Forze dell’ordine e i gruppi armati. Massima prudenza, poi, nel recarsi nelle Repubbliche di Kabardino-Balkaria, Karachaevo-Circassia e Ossezia del Nord, nelle quali si sono registrate negli ultimi anni attività di gruppi armati ed azioni terroristiche. Per coloro che sono costretti a recarsi in Kamchakta o in alcune aree della Siberia si consiglia di munirsi di telefono satellitare. L’allerta per rischi attentati è alta nella regione di Rostov, che risente del conflitto in Ucraina Orientale.

Corea del Nord

Per evitare la diffusione del Virus Ebola, colpevole di troppi morti, le misure di ingresso in Corea del Nord sono davvero restrittive. Per i cittadini provenienti da Paesi dove non si sono registrati casi di Ebola non ci sono problemi ma resta comunque la misura preventiva della quarantena per i cittadini provenienti da alcuni Paesi: Guinea, Liberia, Sierra Leone, Mali e Costa d’Avorio. Per costoro è previsto un periodo di quarantena di 21 giorni dall’arrivo in Corea del Nord. Si suggerisce di mantenere un comportamento corretto, in considerazione del carattere severo dei controlli esercitati costantemente dalle Autorità nordcoreane.

India

In seguito ai diversi attacchi terroristici avvenuti in Tunisia, in Australia, in Francia, in Pakistan e in Afghanistan rimane alto l’allarme terrorismo. I luoghi maggiormente a rischio sono, senz’altro quelli ad alta frequentazione, come i mezzi di trasporto pubblico, stazioni di autobus e treni, mercati. Ma anche le zone frequentate dai turisti per cui si consiglia di evitare luoghi sovraffollati e prestare massima attenzione nel visitare monumenti, chiese e musei. Diversi atti di violenza ai danni di donne straniere si sono registrati negli ultimi tempi, si consiglia, dunque, alle donne di evitare di spostarsi da sole, frequentare luoghi isolati e di indossare un abbigliamento adeguato. Assolutamente da evitare le zone dove, da tempo, insite la guerriglia naxalita, in particolare le aree rurali degli Stati del West Bengal (distretto di West Midnapore), Bihar, Jharkhand, Chattisgarh, Orissa, Andra Pradesh e Maharashtra (distretti di Gadchiroli, Gondia, Chandrapur, Bhandara, Yavatmal e Nanded, nell’estremità orientale dello Stato). Per accedere in Orissa, dove nel 2012 due turisti italiani vennero sequestrati da un gruppo armato naxalita, si necessita di un particolare permesso rilasciato da parte delle Autorità locali. Tanta la criminalità presente sull’intero territorio indiano.
Tra gli altri pericoli si segnala anche la presenza del virus H1N1, responsabile dell’influenza suina, che in pochi mesi ha contagiato migliaia di persone, molte delle quali morte. Al momento le zone più colpite dal virus sono Gujarat, Rajasthan, Maharashtra e Madhya Pradesh. Nello Stato del West Benal (zona di Shanti Niketan) si segnalano anche casi di encefalite giapponese.

Giappone

Il rischio sismico qui è perennemente elevato. Il governo di Governo Metropolitano di Tokyo ha diffuso un manuale (in lingua giapponese e inglese) dettagliato su cosa fare e cosa non fare in caso di terremoto. Per coloro che non conoscessero l’inglese sul sito dell’Ambasciata italiana è possibile visionare il link “Emergenza terremoto” dove sono indicati i comportamenti da attuare.

Indonesia

Rimane alto il pericolo terroristico legato soprattutto al traffico di stupefacenti. Prestare massima attenzione alle bevande alcoliche che contengono metanolo. Tanti i turisti stranieri avvelenati soprattutto nelle zone più frequentate come Bali, Lombok ed isole Gili, Sumatra, Lago Toba. Si consiglia, dunque, di evitare il consumo di alcolici se non nelle strutture alberghiere. Per la giornata di domani (21 marzo) dalle ore 6.00 del mattino fino alle prime luci dell’alba del 22 Marzo sarà celebrata a Bali la giornata religiosa dedicata al silenzio, tranquillità e contemplazione per l’Induismo Balinese. Ragion per cui sarà vietata qualsiasi forma di illuminazione sia nei luoghi e costruzioni pubbliche sia in quelle private e saranno sospese tutte le attività lavorative e di mercato con chiusura di tutti i luoghi di ristoro e divertimenti. Non è permessa la circolazione per strada né a persone né a mezzi di locomozione. L’aeroporto Ngurah Rai di Denpasar sarà chiuso al traffico aereo per la durata delle 24 ore così come i porti di mare in Bali. Sull’isola di Lombok, poi, tante le rapine a mano armata a carico dei turisti.

Australia

Sul Queensland sta passando il ciclone tropicale Nathan, considerato di categoria 3. Diverse le mareggiate sulla costa. Forti piogge e inondazioni improvvise sono previste tra Coen e Cape Tribulation. Anche qui è elevato il rischio terroristico.

Cook Isole

Da novembre ad aprile, che è la stagione delle piogge, potrebbero verificarsi alluvioni, tempeste tropicali o cicloni in seguito alle quali si potrebbero avere intossicazioni alimentari legate agli alimenti di provenienza marina.

In ogni caso dalla Farnesina invitano gli italiani in terra tunisina a segnalare la loro presenza sul sito del ministero nella sezione DoveSiamoNelMondo.

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