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L’Isis minaccia Twitter: “A tutti i jihadisti colpite i suoi interessi in ogni luogo, persona ed edificio”

lunedì, 2 marzo 2015

isis minaccia twitter

Dopo il grave attentato mortale al settimanale satirico Charlie Hebdo e le numerose minacce verso l’Occidente, l’Isis continua a terrorizzare e questa volta nel suo mirino c’è il social network Twitter, colpevole di aver chiuso diversi account appartenenti a integralisti islamici.

L’Isis minaccia Twitter «colpiremo persone ed edifici»

Questa la minaccia scritta in arabo, per niente velata, ai danni di Twitter e di uno dei suoi fondatori, Jack Dorsey, apparsa su un sito web solitamente utilizzato dai programmatori per archiviare e condividere codici di scrittura: «La vostra guerra virtuale contro di noi causerà una guerra reale contro di voi. Avete iniziato voi questa guerra fallimentare. Vi avevamo detto dall’inizio che non è la vostra guerra, ma non lo avete capito e avete continuato a chiudere i nostri account su Twitter, ma come vedete noi torniamo sempre. Ma quando i nostri leoni (uomini coraggiosi) verranno a togliervi il respiro, allora voi non resusciterete. A tutti i jihadisti individuali nel mondo: colpite Twitter e i suoi interessi in ogni luogo, persona ed edificio, e non lasciate sopravvivere nessun ateo».

Dai vertici del Social Network fanno sapere che stanno indagando se la minaccia sia da attribuire realmente all’Isis oppure a qualche mitomane buontempone «Il nostro team di sicurezza sta indagando la veridicità di queste minacce con le pertinenti forze di polizia», questo quanto detto in una dichiarazione rilasciata alla Cnbc.

A quanto sembra i militanti dell’Isis non hanno alcuna intenzione di smetterla con le minacce creando un vero e proprio terrorismo psicologico. Tante, come ricorderete, le minacce rivolte all’Italia e in modo specifico alla città di Roma eretta loro baluardo per la conquista dell’Occidente. Un vero e proprio delirio di onnipotenza che, nel frattempo, mette paura e toglie serenità alla gente. Tanti, troppo, purtroppo coloro che si lasciano condizionare dal visitare monumenti o musei considerati a rischio attentati.

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