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Marzo 2015: sciopero treni e benzinai, ecco dove, come e quando

lunedì, 23 febbraio 2015

 sciopero benzinai

Per il prossimo mese di marzo, ormai alle porte, sono previste diverse agitazioni sindacali tra le quali ricordiamo lo sciopero dei treni e dei benzinai che arrecheranno diversi disagi a coloro che viaggiano sia su ruote che su rotaie. Conosciamo le date e le modalità degli scioperi previsti per i prossimi giorni.

Sciopero dei treni, 14 e 15 marzo

Per il week end del 14 e 15 marzo 2015 l’U.S.B., l’Unione Sindacale di Base, ha indetto uno sciopero dei ferrovieri per protestare, in primis, sugli orari massacranti nonché sul sistema pensionistico. L’agitazione sindacale si terrà dalle ore 21,00 di sabato 14 marzo alle ore 21,00 di domenica 15 e interesserà sia Trenitalia che Trenord che non garantiscono il regolare servizio previsto solo per le fasce mattutine e serali dei giorni feriali. Viaggeranno regolarmente i treni con partenza prima delle ore 21,00 di sabato 14 e arrivo a destinazione entro le ore 22,00. Se lo sciopero non verrà revocato i treni ragionali saranno quelli a maggior rischio di cancellazione o di grossi ritardi. Le Frecce e i treni a lunga percorrenza, invece, non dovrebbero subire ripercussioni.

Sciopero benzinai, dal 3 al 5 marzo

Tra il 3 e il 5 marzo in autostrada fare rifornimento potrebbe diventare davvero difficile poiché tanti i benzinai che prenderanno parte allo sciopero indetto da Faib Confesercenti, Fegica Cisl ed Anisa Confcommercio con l’intento di manifestare le loro rimostranze al Governo circa il suo progetto di ristrutturazione della rete. La serrata dei distributori di benzina di ben 48 ore inizierà alle ore 22,00 di martedì 3 marzo e si concluderà alle 22,00 di giovedì 5 marzo. Questo il comunicato con il quale le associazioni di categoria hanno dichiarato le motivazioni dello sciopero: «I Ministeri dei trasporti e dello sviluppo economico continuano ostinatamente e senza alcun riguardo dello stato di assoluto degrado e sofferenza del settore, dei consumatori, del bene pubblico soggetto a concessione, dell’interesse collettivo e persino delle leggi vigenti, a difendere unicamente l’ormai indifendibile interesse privato e le ingenti rendite di posizione appannaggio degli “amici” concessionari e degli “amici degli amici”».

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