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Attentato in un hotel a Tripoli. Otto morti, diversi italiani scampati all’esplosione

martedì, 27 gennaio 2015

Getty Images

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Nuovo attentato da parte dell’Isis e la paura torna a regnare sovrana in tutto il mondo. È notizia di poco tempo fa che un gruppo di jihadisti ha fatto irruzione nell’Hotel Corinthia di Tripoli, in Libia, sequestrando e uccidendo alcuni ostaggi e, quando i militari stavano per catturarli, si sono fatti esplodere. L’attentato è stato subito rivendicato dallo Stato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi.

 

È iniziato tutto questa mattina quando i terroristi hanno fatto esplodere un’autobomba nel parcheggio dell’albergo, uccidendo ben tre uomini di guardia. Subito dopo gli attentatori, due a quanto emerge dalle prime ricostruzioni, si sono addentrati nell’hotel prendendo diversi ostaggi filippini di cui cinque sono stati uccisi subito.

Alcuni cittadini italiani che si trovavano in zona hanno rischiato di rimanere coinvolti, ma sono riusciti a scappare in tempo. All’interno dell’edificio inoltre hanno sede anche le ambasciate di Qatar e Francia; i diplomatici locali hanno però assicurato che non vi erano personalità all’interno.A quanto pare l’obiettivo dei miliziani era quello di sequestrare diversi ambasciatori e rappresentanti dell’occidente o, ancora più in alto, il premier del governo parallelo libico Omar al Hassi che, però a quanto pare è riuscito a scappare dal retro. L’hotel colpito è uno dei più lussuosi della capitale libica e, il bilancio complessivo sarebbe di otto persone morte nell’esplosione: tre guardie e cinque stranieri.
L’attentato è avvenuto proprio nello stesso momento in cui a Ginevra sono in corso dei colloqui di pace tra delegazioni del governo internazionale. L’attacco, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe una sorta di vendetta per la morte in carcere di Abu Anas al-Libi.

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