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Chefchaouen, ecco la città blu cobalto FOTO

giovedì, 18 settembre 2014

città blu cobalto (Chefchaouen)

Chefchaouen, ecco la città blu in Marocco/Roma – I lettori di viagginews si ricorderanno sicuramene di Júzcar, la città blu dove è stato girato il film dei Puffi, sembrerà strano ma in Marocco, nella regione di Tangeri-Tétouan, sotto al monte Rif si trova un’altra città interamente dipinta di blu, la città di Chefchaouen, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

L’intera superficie di Chefchaouen è ricoperta dal colore azzurro tanto da sembrare quasi un set cinematografico. In questa cittadina del Marocco si produce hashish, un quantitativo corrispondente al 40% di quello prodotto in tutto il mondo.

Le origini di Chefchaouen risalgono al 1471 quando la popolazione era composta prettamente da esiliati andalusi. Ancora oggi, infatti, la parte antica della città ricorda paesaggi andalusi che si fondono con le ambientazioni marocchine. Chefchaouen, conosciuta anche come la “Città blu cobalto”, era considerata città sacra e, come tale, inaccessibile agli stranieri per diversi secoli.

Nel 1956 Chefchaouen, dove la maggior parte dei suoi abitanti parla spagnolo, è diventata una delle principali basi dell’esercito spagnolo ed è tornata a essere meta ambita dai fotografi di tutto il mondo e anche dai fumatori di hashish, che considerano il kif (cannabis) qui prodotto uno dei migliori al mondo. La coltivazione di hashish, legale solo in questa zona del Marocco, garantisce il lavoro a circa ottocentomila persone.

Chefchaouen, cosa visitare

Passeggiare tra i dedali della bellissima e suggestiva città ai piedi del Rif regala ai suoi visitatori delle sensazioni uniche e indimenticabili. Qui non c’è traffico e la vita scorre senza frenesia. A Chefchaouen si trova una delle Medine più divertenti e frequentate dell’intero Marocco. Immediatamente fuori le mura della Medina si trova la “Ras el Maa” conosciuta anche come “Head of the Water” una piccola e affascinante cascata che durante i mesi estivi viene presa d’assalto dagli abitanti del luogo per rinfrescarsi e anche per fare il bucato.

(Foto: nanopress.it)

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