Guida di Alberobello: il favoloso borgo dei trulli

Vi proponiamo la Guida di Alberobello: alla scoperta del favoloso borgo dei trulli. Tutte le informazioni utili.

Un luogo che sembra appartenere a un altro mondo e che dovete assolutamente visitare almeno una volta nella vita è Alberobello. Suggestivo centro abitato famosissimo in tutto il mondo per i suoi trulli.

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Guida di Alberobello: il favoloso borgo dei trulli (Adobe Stock)

Alberobello è uno dei borghi italiani più belli e caratteristici. Incantevole e originalissimo centro abitato pugliese, è unico al mondo per le sue casette bianche a forma conica, con il tetto in pietra, chiamate trulli.

L’originalità architettonica dei trulli è valsa ad Alberobello il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco, nel 1996.

Qui di seguito, vi proponiamo la guida di Alberobello, per un viaggio alla scoperta di questo incantevole. Come è nato Alberobello, dove andare, cosa vedere e cosa fare.

Guida di Alberobello: il favoloso borgo dei trulli

La cittadina di Alberobello sorge nella Valle d’Itria e nella Murgia dei Trulli, in provincia di Bari, all’incirca nell’entroterra di Monopoli. Esempi di trulli si trovano anche in altre località della Puglia, ma è Alberobello la capitale dei trulli, che ne conta circa 1.000 nel suo centro storico. Il panorama della cittadina è unico al mondo e attira turisti da tutto il mondo.

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Guida di Alberobello, i trulli

L’origine dei trulli è piuttosto curiosa. Il primo insediamento urbano arrivò solo alla fine del XVI secolo, quando il conte di Conversano, Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, portò qui alcune famiglie di contadini per bonificare il terreno e dare avvio alle coltivazioni. Successivamente, il conte Giangirolamo II, detto il Guercio delle Puglie, diede l’avvio alla vera e propria urbanizzazione di Alberobello, con la costruzione di un centro abitato e una locanda.

Come abitazioni furono edificati i trulli, poiché il conte obbligò i residenti a costruire solo case con muri a secco, senza l’utilizzo della malta. Il motivo di quest’obbligo era un espediente per evitare il pagamento di tributi al Viceré spagnolo del Regno di Napoli che era richiesto per la costruzione di ogni nuovo centro abitato. Così stabiliva una legge, rimasta in vigore fino al 1700, la Pragmatica de Baronibus, che per la costruzione di un nuovo insediamento urbano richiedeva prima l’assenso regio e poi il pagamento dei tributi alla Regia Corte da parte del Barone della città. Così i conti di Conversano per non dover pagare queste tasse imposero ai contadini della zona la costruzione di case senza malta e con muri a secco, di modo che potessero considerarsi costruzioni provvisorie, di facile rimozione.

I trulli di Alberobello (Foto di Svitlana Belinska, Adobe Stock)

Gli abitanti, di quella che in origine era chiamata era Silva Alborelli, costruirono dunque le loro case soltanto con pietre. Alle abitazioni fu data la forma rotonda, dovuta ai cerchi di pietre sovrapposti, e con tetto a cupola autoportante. Si trattava della costruzione più semplice. I muri vennero ricoperti di calce bianca, mentre i tetti a forma di cono furono lasciati con le pietre esposte. Nacquero così i trulli. I tetti, poi, furono abbelliti con pinnacoli decorativi, che portano elementi simbolici, mistici e religiosi.

I pinnacoli di un trullo identificavano l’artigiano che li aveva realizzati e la sua abilità, così come la ricchezza della famiglia che ci abitava. Inoltre, sui tetti dei trulli si possono notare anche dei simboli dipinti: alle volte si tratta di simboli religiosi, come la croce o il cuore trafitto, in altri casi si tratta di segni dello zodiaco. Pinnacoli e simboli dipinti rappresentavano un identificativo civico, ma anche un segno contro il malocchio.

Cosa vedere e fare

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Alberobello, trulli (Marcok di it.wiki, CC BY 2.5, Wikipedia)

Il centro storico di Alberobello si visita agevolmente a piedi, passeggiando per le incantevoli stradine lastricate del borgo dove si affacciano le porte dei trulli spesso abbellite con piante rampicanti o vasi di fiori. Il paesaggio urbano della cittadina sembra un quadro di alti tempi, che racchiude una storia fatta di tradizioni tramandate nei secoli. L’atmosfera è agreste e mistica allo stesso tempo.

Il centro storico di Alberobello presenta alcuni monumenti principali, oltre alla caratteristiche casette a cupola. Tra questi ricordiamo la Chiesa di Sant’Antonio, costruita nel 1927 anch’essa a forma di trullo. La chiesa ha una pianta a croce greca e una cupola alta 21 metri proprio a forma di trullo. L’edificio si integra alla perfezione nel paesaggio urbano storico di Alberobello. Da vedere, poi, il famoso Trullo sovrano, quello più grande di Alberobello e unico esempio di trullo a due piani. Fu costruito nel 1700 e oggi è adibito a museo. All’interno gli ambienti sono stati ricreati con gli antichi arredi contadini. In estate il Trullo sovrano ospita eventi culturali, spettacoli e piccoli concerti.

In una zona centrale di Alberobello sorge Casa Pezzolla, il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti. Si tratta di quindici trulli comunicanti e visitabili, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo.

Da vedere, poi, la Basilica minore dei Santi Medici, intitolata ai santi Cosma e Damiano, patroni di Alberobello. In questo caso non si tratta di trullo, ma di una chiesa tradizionale in stile neoclassico, la cui facciata risale al 1885 e l’ha realizzata l’architetto Antonio Curri.

Numerosi trulli di Alberobello oggi ospitano negozietti, bar, ristoranti, bazar e locali. Alcuni hanno perso un po’ del fascino antico e sono diventati turistici. Visitarli, però, è sempre uno spettacolo. Qui potete acquistare molti prodotti tipici enogastronomici pugliesi e fermarvi in una trattoria dove gustare le specialità locali.

Quando andare e come arrivare ad Alberobello

Alberobello, chiesa di Sant’Antonio (Wikicommons)

La cittadina di Alberobello può essere visitata tutto l’anno, tenendo presente che in estate qui fa molto caldo.

Alberobello si trova nella provincia o città metropolitana di Bari, in una zona dell’entroterra di Monopoli e Fasano, tra Putignano e Locorotondo. È vicino a Martina Franca, a sud, e Castellana Grotte, a nord. Si trova dunque in una zona molto turistica, dove fermarsi per visitare le altre bellezze del territorio. Il borgo sorge lungo la Strada Statale 172. Si può raggiungere, dalla costa, prendendo da nord la SS16 adriatica e da sud la SS379, uscendo a Fasano e prendendo la diramazione per la SS172. Invece, dall’autostrada A14 si esce a Gioia del Colle, quindi si prende la SP239 per Noci.

L’aeroporto più vicino è quello di Bari, a 70 km di distanza. Poco più lontano è quello di Brindisi, a poco più di 75 km.

Guida di Alberobello: video