Il borgo che sembra uscito da un dipinto e dovete vedere ora

E’ il borgo del pittore Claude Monet si chiama Giverny e va visto in primavera. Dove si trova e perché andarci

Ci sono borghi talmente belli e suggestivi che sembrano usciti fuori da un dipinto. E ce n’è uno che è davvero finito in un capolavoro d’arte e vederlo dal vivo sembra di fare un salto dentro la tela. Questo borgo magnifico si chiama Giverny ed è stato il luogo che ha ispirato le opere di Claude Monet, il maestro dell’impressionismo.

Il borgo che sembra un dipinto è Giverny, il borgo di Monet

 

Il borgo di Giverny si trova in Francia e se c’è una stagione in cui vederlo quella è senz’altro la primavera. In questo momento dell’anno infatti questo piccolo villaggio di appena 500 abitanti diventa un tripudio di fiori e colori. Potrete vedere dal vivo quello che l’artista dipinse su tela e vi sembrerà davvero di stare in un capolavoro.

Giverny, il borgo di Claude Monet

Ci troviamo nell’Alta Normandia, a non più di 70 km da Parigi, e qui si trova un villaggio dove il tempo non sembra passato. Questo posto è conosciuto da tutti come il borgo di Claude Monet. Si tratta di Giverny, minuscolo villaggio dove il grande pittore impressionista visse dal 1833 fino alla sua morte avvenuta nel 1926.

Cuore pulsante di questo borgo, e uno dei motivi per andarci, è la casa del pittore diventata oggi un museo e per vedere i luoghi che hanno ispirato le sue opere più famose. Soprattutto vale la pena andare a Giverny per i suoi splendidi giardini.

Fu lo stesso Monet a crearli, deviando addirittura il corso del fiume Epte, e sono tuttora uno spettacolo di estrema bellezza. Il periodo migliore per ammirarli è ovviamente in primavera quando sbocciano i fiori e le piante.

Cosa vedere a Giverny

Questo villaggio di appena 500 anime è un’oasi di pace immerso nella campagna francese. Un paesino del 1800 con le case dal tetto spiovente con curatissimi giardini, vicoletti e stradine e tutt’intorno una rigogliosa natura. Potete trovare in questo minuscolo paesino gallerie d’arte e il museo dell’Impressionismo. Per mangiare andate al Ristorante Baudy: un secolo fa era una pensione dove erano soliti alloggiare Cezanne e Rodin.

Una visita a Giverny non può che partire dalla casa museo di Claude Monet. Si tratta di una splendida tenuta con la facciata rosa, le persiane verdi e i rampicanti. Intorno aiuole piene di fiori, dentro è rimasto tutto come allora. Entrando infatti sembra che il pittore sia appena uscito. Ci sono tutti gli oggetti dalla vita quotidiana del pittore e della sua famiglia. Nel suo studio le tele e gli acquarelli aspettano il suo ritorno. La ricostruzione è stata perfetta!

Poi andate a vedere i giardini, il Clos Normand e il Giardino d’acqua. Entrambi sono stati creati dal pittore con cura meticolosa. Per il Clos Normand Monet piantò rose rampicanti, ciliegi giapponesi e un’infinità di fiori. Volle creare effetti prospettici e di colore, per questo andarci in primavera è il momento in cui potrete apprezzare questo capolavoro di arte e natura.

Il giardino d’acqua lo avrete già visto. Dove? Ma nel celeberrimo quadro le Ninfee di Monet oggi conservato al Musee l’Orangerie di Parigi. E’ proprio questo il laghetto con il ponte dipinto dall’artista francese. Anche questo giardino fu una sua opera. Fece deviare il corso del fiume per creare questo piccolo specchio d’acqua. Lo trasformò poi in un giardino giapponese con piante come bambù, peonie, gigli e salici che sistemò intorno allo stagno e ninfee nell’acqua.

Andate a Giverny in primavera per ammirare lo spettacolo dei giardini in fiore e immergervi davvero in una natura lussureggiante e nei quadri di Monet. Fate solo attenzione a prenotare un hotel per tempo che nella bella stagione i pochi posti letto del paesino si riempiono subito!

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.