I cibi più strani del mondo che si mangiano a Natale

Dalla testa di pecora al grasso di balena, dal pollo di KFC ai vermi fritti, ecco i cibi più strani del mondo che si possono trovare in tavola a Natale 

I cibi più strani del mondo

Dimenticatevi i cenoni di Natale a base di cibi tipici della nostra cucina, magari cucinati da nonna che ha iniziato a prepararli tempo prima. Nel mondo, durante le feste di Natale, ci sono tradizioni che prevedono si preparino e si mangino i cibi più strani, o almeno per noi. Eccone dunque alcuni che vi faranno sgranare gli occhi solo alla vista.

I cibi più strani del mondo che vengono mangiati a Natale

Dalla testa di pecora ai vermi, passando anche per cibi altrettanto originali, ma più affini al nostro palato, come le mele decorate che si regalano in Cina, ecco 6 piatti tipici serviti a Natale in vari paesi del mondo che in Italia a un cenone non troverete mai.

In Norvegia si mangia la testa di pecora… arrostita!

Difficilmente digeribile per chi si impressiona con facilità, in Norvegia durante le feste la testa di pecora arrostita si trova piuttosto comunemente. Chiamata anche Smalahove, la testa viene solitamente privata del cervello, anche se in alcune zone viene mangiato anche esso.

La testa viene poi salata per poi essere cotta per circa tre ore. Servita spesso con puré di patate, la Smalahove viene consumata mangiando la carne intorno al cranio, partendo dalla parte anteriore e andando verso quella posteriore.

In Sud Africa si sgranocchiano vermi fritti

I cibi più strani del mondo
Vermi Mopane

La stagione della raccolta del grano precede in questa zona il periodo natalizio. È il tempo migliore, dunque, anche per raccogliere i vermi (che in realtà sono bruchi) che si trovano comunemente sulle foglie.

Chiamati anche i vermi di Mopane, questi animali sono fritti con pomodori, cipolle e aglio. Sicuramente molto diversi dai cibi che siamo abituati a sgranocchiare qui in Italia, i vermi di Mopane sono estremamente nutrienti, e sono considerati una prelibatezza.

In Russia si prepara l’aringa condita, o sotto il cappotto di pelliccia

Più lunga a dirsi che a mangiarsi, l’aringa sotto il cappotto di pelliccia è una specie di insalata a strati, composta da aringhe marinate alternate a strati di verdure bollite grattugiate, cipolle tritate e maionese. In alcune zone è prevista anche l’aggiunta di uno strato di mela fresca grattugiata.

Lo strato finale prevede della barbabietola e della maionese, che conferiscono al piatto il noto colore porpora. Questo piatto è comune in Russia, Ucraina e Bielorussia, e viene servito soprattutto nel periodo natalizio.

In Giappone si acquista il pollo fritto di KFC

Pollo di KFC

Rispetto alla quantità di persone che professano altre fedi, in Giappone la comunità cristiana è piuttosto ridotta, e anche le tradizioni legate al periodo natalizio sono meno diffuse e meno radicate.

A partire dagli anni ’70, tuttavia, KFC ha iniziato a promuovere il pollo fritto come cibo natalizio, e la cosa ha acquisito sempre più popolarità. Tanto che ora, per avere il pollo fritto di KFC per il giorno di Natale, bisogna prenotarlo con un bel po’ di mesi di anticipo.

In Cina si regalano mele dalla buccia decorata

Niente di strano nel mangiare le mele nel periodo di Natale, ma nel regalarle sì! In Cina è tradizione regalare agli altri mele con intagliati nella buccia auguri e buoni auspici. Le mele vengono impacchettate in carta colorata che le rendono dei veri e propri doni, e vengono scambiate con i propri cari la sera di Natale.

In Groenlandia si servono grasso di balena e gazze fermentate

I cibi più strani del mondo
Pelle e grasso di balena

Il Mattak è una striscia di pelle presa dalla balena bianca che ha il grasso ancora attaccato. Questo è tagliato e servito a pezzi, e si dice abbia il sapore di cocco fresco. Il Kiviak, invece, è un piatto ottenuto dalla fermentazione di gazze marine all’interno di una pelle di foca, e si dice che abbia il sapore del gorgonzola. Entrambi i piatti sono tipici della cultura inuit, e risultano particolarmente difficili da mangiare per persone che non sono abituate a questi piatti.

Anche se probabilmente leggere di questi piatti non vi ha esattamente fatto venire l’acquolina – forse ad eccezione del pollo fritto di KFC –  ricordatevi che non per questo la nostra cultura culinaria è sempre migliore delle altre.

D’altronde mangiare uno stinco di maiale, tipico del Capodanno italiano, oppure il lampredotto toscano, che non è altro che lo stomaco della mucca, o la trippa romana, ovvero le interiora della pecora, possono far storcere il naso a qualcuno.

E c’è perfino chi troverebbe insapori perché poco speziati rispetto a quelli della sua tradizione o non capirebbe alcuni abbinamenti a cui noi, invece, siamo abituati.

Tuttavia, se per le vacanze di Natale avete in programma un viaggio in un posto dove il cibo tipico è diverso dalla nostra tradizione mediterranea, non esitate ad assaggiarlo: non è detto che non vi piaccia!