Le leggende degli alberi monumentali in Italia più emozionanti di sempre

Gli alberi monumentali in Italia sono quasi 22mila e le loro storie sono talmente affascinanti che rimarrete estasiati. 

Il faggio del Pontone
Gli alberi monumentali in Italia – AdobeStock

Sparsi lungo tutto il territorio nazionale ci sono degli alberi monumentali meravigliosi che raccontano una storia antica e piena di amore. Sono un patrimonio da proteggere e, come racconta il National Geographic, fra questi sicuramente il “Faggio del Pontone” è uno dei più interessanti. Non è, infatti, un albero unico, in realtà sono sette faggi che si sono fusi insieme tramite la corteccia arrivando a 21 metri di altezza. Siamo nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e questo faggio cresce qui da circa 750 anni ed è diventato il simbolo della zona. Ma non è certo il solo!

Alberi monumentali in Italia

Altro albero monumentale con una storia affascinante è il cipresso di San Francesco, di circa 800 anni fa. La leggenda narra che questo cipresso nacque quando il santo, tornando da una passeggiata, decise di bruciare il bastone di legno che lo aveva accompagnato, ma che ora non gli serviva più. Non riuscendo a dargli fuoco San Francesco lo piantò nel terreno e questo prese letteralmente vita.

Altra storia affascinante è quella del platano di Curinga, in Calabria. Sul suo tronco si trova un’apertura di circa 3 metri e pare che i pastori si rifugiassero qui quando venivano sorpresi dalla pioggia.

Perché è fondamentale preservarli?

Il Faggio del Pontone, così come il platano di Curinga e il cipresso di San Francesco sono solo alcuni dei 22mila alberi monumentali che si trovano in Italia e preservarli è fondamentale. Sia per un fattore estetico, sia per il significato sociale, culturale e ambientale. Questi alberi, infatti, ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento dei microhabitat e aiutano il proliferare della biodiversità della zona.

Un esempio? I faggi in Abruzzo sono sempre stati utilizzati come legna da ardere dalla popolazione del posto. Tutti tranne quello del Pontone che è stato lasciato intatto proprio per far sì che spargesse i semi fondamentali per la crescita di altri faggi nella zona.

 

Come riporta il National Geographic, nel 1939 in Italia è stata approvata una legge volta proprio a tutelare e preservare gli alberi monumentali. Questa è stata poi ampliata e arricchita al fine di proteggere ancora di più queste meraviglie della natura.