Calciomercato, continua il trend delle plusvalenze: la Juventus è ancora la regina

Il trend delle plusvalenze nel calciomercato odierno continua ad avere un’importanza centrale, ecco come la regina si mantiene in testa.

Da sempre la cessione di giovani talenti o di calciatori di assoluto valore ha fatto parte delle strategie dei club di Serie A per mantenere i bilanci in verde. Un buon balance tra acquisti e cessioni permette infatti alle società di rimanere in attivo e di pianificare i successivi acquisti senza troppe remore. Ottenere le plusvalenze dal calciomercato è divenuto ancora più centrale da quando l’Uefa ha imposto delle limitazioni per poter partecipare alle competizioni europee.

I club, anche quelli più facoltosi hanno un tetto di spesa al quale si devono attenere. Si tratta di una norma che permette di livellare le competizioni e permettere anche a società con minori possibilità economiche di competere a livello europeo. Oggi, dunque, per rafforzarsi bisogna mantenere i conti in verde e dunque pareggiare le spese effettuate con i ricavi. Proprio a ragione di tale necessità i club si sono attrezzati in modo tale da ottenere delle plusvalenze di mercato che aiutino a controllare i bilanci.

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Calciomercato, il dominio della Juventus nelle plusvalenze

Un esempio potrebbe essere il mercato del Milan capolista nel 2020: i rossoneri hanno ceduto Paquetà, Piatek, Suso, Rodriguez, Reina e Laxalt, ottenendo un tesoretto di oltre 50 milioni di plusvalenza poi in parte speso negli acquisti. In estate sono arrivati tra prestiti secchi, con diritto di riscatto e riscatti: Brahim Diaz, Hauge, Diogo Dalot, Tonali, Rebic, Saelemakers, Kjaer, Kalulu, Tatarusanu e Pobi. Il tutto con un risparmio sui guadagni delle cessioni di 15 milioni di euro.

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Sulle plusvalenze si è basato il mercato della Roma di Pallota: l’imprenditore americano acquistava giovani talenti per poi rivenderli quando il loro valore si moltiplicava sul mercato. Con questa gestione la dirigenza giallorossa ha guadagnato un totale di 400 milioni di plusvalenza in totale. Se c’è una società che più delle altre è riuscita a guadagnare dalle plusvalenze, però, questa è la Juventus.

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I bianconeri riescono a piazzare sia i big che i giovanissimi talenti a prezzi carissimi, ottenendo dei ricavi che permettono di mantenere i conti in verde anche quando vengono spese cifre enormi per un rinforzo. Nel 2018 ad esempio la squadra torinese ha ottenuto ben 100 milioni di ricavi dalle cessioni di Caldara, Mandragora, Audero, Sturaro e Favilli. Il mercato 2019/2020 ha addirittura fatto segnare un record: la Juventus ha guadagnato quasi 160 milioni di ricavi dalle cessioni di Cancelo; Kean; Mancuso; Han; Emre Can; Masciangelo; Francofonte; Lanini; Muratore; Matheus Pereira; Pjanic; Matuidi e Moreno.

Cedendo i pezzi pregiati della sua primavera, inoltre, la Juventus crea dei canali favorevoli per l’acquisto dei talenti delle altre squadre. L’esempio migliore in tal senso è quello del Genoa, al quale in questi anni sono stati ceduti Sturaro e Favilli e dal quale sono giunti in bianconero Romero e nelle prossime ore Rovella. Grazie al buon rapporto tra Preziosi e Agnelli, infatti, i bianconeri sono riusciti ad avere un canale preferenziale per il talento classe 2001, bruciando di fatto la concorrenza.